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Tirana, la Cina (non) si avvicina/ la Chine (ne) s’approche (pas)/ China is (not) approaching
Reportage di/de/by Dodamante
Blog di DODAMANTE
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Tirana, la Cina (non) si avvicina
del 23-06-2007

Pour la version française, s.v.p. écrivez à: dodamante@gmail.com
For the English version, please write to: dodamante@gmail.com

Di cinesi se ne vedono pochi, per meglio dire nessuno. I ristoranti cinesi si contano sulla punta delle dita, ma i prodotti cinesi sono ovunque. Tutti i pezzi di ricambio per biciclette, nel bazar vecchio di Tirana, sono targati “made in China”. Signore con ombrellini cinesi passeggiano per le vie del centro, inconsapevoli dello strano accoppiamento tra il loro grazioso parasole e la gigantografia di George W. Bush che campeggia appesa sulla piramide di Enver Hoxha (nella foto). La piramide era il mausoleo del leader comunista albanese, morto nel 1985; oggi è diventato un centro per esposizioni, spettacoli e caffé bar.
Il 10 giugno 2007 la visita del presidente degli Stati Uniti ha bloccato la città. Bandiere a stelle e strisce hanno ricoperto il centro di Tirana, abbinate all’aquila nera su fondo rosso della bandiera albanese.


 

Contrasti e comprensioni
del 23-06-2007

Il vecchio Hoxha si rivolta nella tomba, ma l’americanizzazione della città sembra ormai irreversibile, almeno intorno al centralissimo e maestoso viale Deshmoret ë kombit. Tre o quattro strade parallele al grande viale formano l’area dello shopping. Dalla Sky Tower al Regency Casino, questa parte della città resta viva e sveglia fino a tarda sera. Basta uscire di poco dal percorso della passeggiata serale per accorgersi che i cassonetti straripano d’immondizia. In molti quartieri, raggiungibili a piedi da questa zona, le strade non sono asfaltate, o sono piene di buche e senza illuminazione.
È difficile trovare una via a Tirana, i nomi delle strade non sono indicati. Per orientarsi, però, è facile ricordare quel certo mercato o la bottega di generi alimentari all’angolo. Dove la memoria non arriva, supplisce l’affabilità della gente e, spesso, la possibilità di farsi capire in italiano.

 

Altri Nord, altri Sud
del 23-06-2007

Qualche vecchio abitante di Tirana lamenta l’invasione della città da parte della “gente del Nord” dell’Albania: selvaggi, ex contadini, abituati alla rude legge della vendetta, incapaci di lavorare, sono arrivati a Tirana e si sono istallati sulle terre degli altri. In poche nottate hanno tirato su case e palazzi, ignorando qualsiasi regola urbanistica e le più elementari norme di sicurezza. Il primo ministro Sali Berisha (nella foto) li ha lasciati fare. Ora c’è un forte contrasto tra i legittimi proprietari delle terre e i nuovi occupanti.
Nord e Sud, anche in Albania, testimoniano un conflitto secolare tra due culture diverse che il quarantennio comunista di Hoxha non è arrivato ad amalgamare. Pare che a poco sia servito l’obbligo di andare a lavorare nel Nord a cui sono stati sottoposti, all’epoca, molti insegnanti, diplomati e laureati di Tirana e del Sud. Il prezzo dello sradicamento è stato alto, il ritorno economico e formativo sul Nord non altrettanto profondo. Ora è il Nord albanese che “invade” il Sud, e quella mescolanza mancata nei decenni passati forse si produce davvero.

 

Qualcosa di nuovo, anzi d’antico
del 23-06-2007

Nel vecchio bazar di Tirana, una via intera è consacrata alle biciclette. Nuove, usate, pezzi di ricambio, riparazioni. Nel bazar vicino, tutti i colori del Mediterraneo: pomodori cuore di bue, fichi neri giganti, olive e formaggi, more di gelso, pesche e albicocche. Il Mediterraneo resiste anche nei colori forti delle case nuove, nel rumore incessante delle strade, nell’anarchia edilizia. Anche l’inquinamento dei veicoli a motore non è cambiato, e le biciclette si battono tutti i giorni per circolare con i loro carichi spesso fantasiosi. Eppure certi panorami urbani sono mutati per sempre: sulla piazza Scanderbeg, nel cuore della città, il cambio nero fioriva alla luce del sole, e ora è ufficialmente illegale. Gli ambulanti sulla piazza adesso vendono soprattutto schede per i telefoni cellulari. A poche centinaia di metri dal vecchio hotel Dajti, in evidente stato di abbandono, lo sfavillante hotel Tirana mostra all’ingresso un importante comunicato: New Law “for the protection of Public Health from Tobaco Products” No 9636, date 6/11/2006, starting from May 26, 2007”. Fumare è ormai proibito negli ambienti di lavoro, nelle istituzioni sanitarie ed educative, sui mezzi di trasporto, in tutti i locali pubblici.
La campagna che circonda Tirana, verdissima, appare ancora poco colpita dalla speculazione edilizia. I professori universitari fanno spesso gli esami di domenica, ma riescono di solito a liberarsi per pranzare in campagna. Chissà per quanto ancora.

 

Note tecniche
del 23-06-2007

• Da giugno 2007 i cittadini italiani possono entrare in Albania con la carta d’identità valida per l’espatrio
• Il visto costa 10 euro (si ottiene sulla nave, prima di scendere a terra)
• Traghetto Adriatica, passaggio ponte Bari/Durazzo: 58,50 euro (Venturis: 57 euro), bici gratis, partenza ore 23 (arrivo a Durazzo ore 8)
• 1 euro = 124 lek

(Nella foto: Cavalletta sul lago di Tirana)

 

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