HOME PAGE JANULA CASSINO NOTIZIE GENTE UNIVERSITA' BLOG AFFARI EVENTI AIUTO! Accesso Area Riservata Cittadini di Janula Accesso Area Riservata Operatori Aumenta la dimensione dei caratteri
Main Page Blog
Scelta dei Blog
Ultimi 100 Blog
Ultimi 100 articoli
Top 100 Blog!
Blog per Categoria
Indefinibile
Cultura
Lavoro
Passioni
Personale
Scrittura
Società
Gestione dei Blog
Crea un nuovo Blog
Scrivi sul tuo Blog
Registrazione a Janula.it
Registrazione come Cittadino di Janula


Username:  Password:  
Password dimenticata?   Registrazione Nuovo Utente 


Il sogno di Alessandria
Da Giuseppe Ungaretti alle Autostrade del Mare, di Carla Dodi
Articolo di AMMARARE
Consultato 7307 volte

Uno sbarco tardivo
del 05-10-2008

Andare in Egitto per mare: come migliaia di esuli politici italiani al tempo del Risorgimento o i tecnici e gli operai che lavorarono all'impresa del canale di Suez tra il 1859 e il 1869. Come pure, certo, fecero i coloni inglesi nel 1882, quando la loro flotta arrivò a bombardare Alessandria: ma non pensavo a questo, nel sogno. Neppure potevo contare su memorie familiari: non in Egitto erano andati gli avi. Lo vedevo, però, quell'approdo: doveva essere largo, pieno di navi in rada. Arrivando dal mare, avrei visto il fronte delle case ammassate sul porto, a stringerlo verso il Mediterraneo contro l'avanzata del deserto. Un miraggio di bianco e di giallo; non potevano essere misere casupole di pescatori. Splendidi, gli edifici del lungomare, nei profili del sobrio classicismo ottocentesco che i pascià d'Egitto avevano commissionato agli architetti europei e italiani in particolare. Così doveva essere Alessandria, nel sogno di uno sbarco tardivo.
Forse fu il poeta, che lasciò la città dove era nato su un bastimento verniciato di bianco, quasi un secolo fa. Giuseppe Ungaretti ritornò poi ad Alessandria nel 1931, a bordo della nave Esperia. Un'architettura di rara eleganza, una linea – da poppa a prua – svelta come una frustata; benché le sale interne fossero più ricercate che belle, nella decorazione. Così il poeta descrisse quella nave. La notte serena e il mare chiuso, nel buio, sull'invisibile spettacolo degli abissi. Infine, Alessandria: «bassa, come penetrata nel mare». E un porto d'altri colori: d'acciaio e d'antracite, che s'opponeva con disumano rigore al vento e al sole. Fu il poeta, credo, che m'ispirò quel sogno.


(Nella foto: il porto occidentale di Alessandria in una cartolina degli anni 50).

 

Egitto Express, ultimo viaggio
del 05-10-2008

Partii per l'Egitto, la prima volta, nel 1992. Era già troppo tardi. Ma non per la città, divenuta del tutto indipendente quarant'anni prima: doveva essere cambiata, dai tempi del colpo di Stato che depose la vecchia dinastia regnante in Egitto e costrinse al ritiro definitivo le truppe britanniche rimaste. Avrei volentieri modificato, allora, la mia immagine del porto e i colori dello sbarco. I palazzi dovevano addensarsi alti sull'acqua, come gli uccelli migratori dalle zampe lunghe. Pieghe e pieghe andavano su, per zampe di cemento: certo la gente s'aggrappava alla costa, perché dietro era ancora il deserto. E siccome non v'erano montagne, di sicuro nuovi grattacieli arrestavano il mare. Nel 1947, Alessandria aveva circa un milione di abitanti; nel 1992, tre volte tanto.
Era troppo tardi per rimettere a punto quel miraggio. Per via delle navi: l'ultimo traghetto passeggeri tra Venezia e Alessandria d'Egitto era partito pochi mesi prima. Non ve n'erano più: dall'Italia, almeno. L'Egitto Express, nato nei cantieri navali di Livorno nel 1974, velocità massima 21 nodi, capace di portare 800 passeggeri e 221 automobili, che fu nave dallo scafo bianco della compagnia Adriatica, aveva smesso di scendere nel sud del Mediterraneo.
Odio il distacco dalla terra, se non per vie d'acqua. Andai in aereo, al Cairo; da lì, in treno ad Alessandria.

(Nella foto: il porto orientale di Alessandria nel 1992, © C. Dodi).

 

Autostrade del Mare
del 05-10-2008

Accordi in vista nel settore dei trasporti tra Italia e Egitto, specialmente per le Autostrade del Mare. I due ministri Altero Matteoli e Mohamed Mansour si sono incontrati a Roma all'inizio di giugno 2008. La notizia produce un ritorno in forze del sogno di Alessandria.
«...a me i sogni mi piace farli venire veri – scriveva nel 1978 Primo Levi nel romanzo "La chiave a stella" – se no rimangono come una malattia che uno se la porta appresso per tutta la vita, o come la farlecca di un'operazione, che tutte le volte che viene umido torna a fare male». Non per niente, parlava di viaggi. Quelle Autostrade forse mi avrebbero portato.
«In principio le Autostrade del Mare riguardano il trasporto merci su strada che deve essere messo su altri modi... Il classico trasporto è il camion o solo il trailer. Ci possono essere auto nuove, macchine agricole, trattori: le nostre navi portano quello che un paese propone come export o come import. Su alcune rotte prendiamo anche container». Così mi ha spiegato Hans Isler, responsabile del servizio passeggeri per la Francia del Gruppo Grimaldi di Napoli. Svizzero tedesco, da più di quarant'anni si occupa di navi. Il sogno volava, sul tono di quelle parole d'accento anglo-partenopeo, con qualche concessione alla memoria di anni passati in Francia con la compagnia di crociere Paquet e con P&O Ferries.
«Le navi, più che sono nuove più sono verdi: è come per le macchine. Si fanno sempre motori più performanti, che consumano di meno, si tenta sempre di produrre meno CO2 o altre cose nocive. Noi abbiamo una flotta abbastanza recente. D'altra parte, voglio dire, il trasporto marittimo è quello che inquina di meno. Cioè, dire che non inquina... la nave è comunque un oggetto estraneo al mare che ha bisogno di un motore per avanzare. Ma ci sono norme internazionali molto severe. I nostri comandanti sono tutti obbligati di rispettare le norme. L'olio lubrificante, per esempio, viene pesato sia all'imbarco che all'antisbarco, nei porti, in modo che c'è un controllo che non venga vuotato in mare. Poi ci sono i problemi come queste alghe esotiche che arrivano nel Mediterraneo forse nelle acque di zavorra delle navi. Insomma, non si tratta di dire che la nave sia a inquinamento zero. Il problema oggi è la sostenibilità delle cose. Abbiamo fatto fare degli studi... se si fa il paragone per passeggero trasportato e per tonnellate di merce trasportata su una data distanza, la nave è il mezzo di trasporto che inquina di meno».
Autostrade pulite e sicure, nello stesso mare dove s'affossano le carrette che vengono da sud. Un sogno che supera quello di Alessandria.
Le Autostrade per le merci sono una fitta rete che pervade il mare; i governi le promuovono. Gli armatori oggi pagano per le infrastrutture, e sono loro che fanno le navi. Le vie terrestri invece gravano sulla spesa pubblica. Pesci, molluschi e gli altri del mare non possono opporsi al passaggio di una nave; non è così per la terra e i suoi abitanti. Forse i sogni del futuro vanno sull'acqua: e ancora il mio, di sbarcare nel porto di Alessandria.

 

Solo merci
del 05-10-2008

Sarebbe stato più facile sognare Tunisi. L'Autostrada del Mare è già pronta, per merci e persone. Colpa della morfologia del continente africano che sale verso l'Italia. L'Autostrada Italia-Egitto, invece, funziona solo per le merci.
«Abbiamo delle linee in partenza dall'Italia che fanno regolarmente scalo ad Alessandria – ha aggiunto Hans Isler – ma per quelle navi grandi, il porto di Alessandria non è la cosa più semplice. Per entrarci, se c'è troppo vento eccetera. In questo caso potrei mettere la nave alla fonda e aspettare un giorno, due giorni, poi entrare in porto: però la nave ogni giorno ha un costo. Allora si sbarca la merce al prossimo porto che è Limassol, a Cipro, e poi la settimana dopo la riprendiamo e la rimbarchiamo... Questo è un discorso che non si può fare con i passeggeri: nostro malgrado abbiamo dovuto decidere di non accettarne più da e per l'Egitto. Abbiamo un itinerario da mantenere e quindi le ragioni sono commerciali». Queste navi sulla linea di Alessandria sono cargo senza certificato passeggeri: secondo le regole internazionali, possono trasportare fino a 12 persone che non siano membri dell'equipaggio. Gli “ospiti” a bordo, qui, rappresentano un'attività di nicchia, e non possono essere fonte di problemi. E un traghetto abilitato al trasporto di passeggeri, dall'Italia all'Egitto, non c'è.
«Se ci fosse il mercato, ci sarebbe la nave. Oggi, per i passeggeri, un traghetto ha senso solo se io vado con la macchina, camper o veicolo. Un servizio tipo Autostrada del Mare deve essere almeno settimanale. Ora non c'è santo che tiene, non c'è questo traffico per l'Egitto, perché chi è senza macchina si prende l'aereo e se ne va al Cairo. Ci va molto più rapidamente e alla fine la differenza della tariffa non è tanta», ha proseguito Isler. «Le linee di traghetti per i passeggeri che superano le 24 ore non vanno. Per esempio Napoli-Alessandria, mille e un miglio, a diciotto nodi, ci vuole due giorni e mezzo. È troppo lungo... Oggi la gente non ha più tempo».

 

Il mito di Europa
del 05-10-2008

Europa, figlia del re fenicio di Tiro, salì sul dorso del toro bianco, che era Zeus. Costui la portò per mare fino a Creta. Fu lì che il sovrano degli dei riuscì ad averla; lì che rimase, lei. Più a sud, non vi fu Europa.
Nel 2008, la nave Europa Palace della compagnia Minoan Lines ha solo sei anni. Gioiello della Fincantieri, può arrivare a una velocità di 31,6 nodi, portare 1912 passeggeri e 850 auto. C'è tutto quello che serve a riempire ogni minuto del viaggio: cinema, saloni e bar, spazio giochi per bambini e centro commerciale, discoteca e piscina, Internet corner con Wi-Fi e molte altre cose. Odio il distacco dalla terra, se non per vie d'acqua. A bordo di una nave come questa, forse, non consumerei neppure quel distacco. Tutto ciò che si può desiderare a terra, si trova anche qui, navigando da Ancona al porto di Patrasso in Grecia. Prenderò questa nave. Solo, manca l'approdo del mio sogno. Andrò in aereo, al Cairo? Potesse arrivare oggi, la nave Europa, nel porto di Alessandria. A dispetto dell'itinerario di Zeus e dei mercati.

 

Libri e siti utili
del 05-10-2008

Giuseppe Ungaretti, Il deserto. Quaderno egiziano 1931, Milano, Mondadori, 1996.


www.la-poesia.it/italiani/fine-1900/ungaretti/p_silenz.htm

www.adriaticandaegeanferries.com/adriatica/egxita.html

www.grimaldi-freightercruises.com

www.minoanlines.it/navi_europa.htm

Nella foto più in alto, a sinistra: Gustave Moreau, Europa e il toro Zeus, acquerello, 1869. Nella cartina, il centro e il porto di Alessandria, 1991 (da: www.aaha.ch/plans/plans-1991.htm).

 

 Pag. 1 di 1 



Cerca su Janula.it!
Cerca il testo


Janula: obiettivo su...

juliaucraina
Gli altri Cittadini
Janula: ultimo Cittadino registrato
bertina
Gli altri Cittadini
Ultimo Blog creato
Finanziamento di denaro Credito
Top 100 Blog!
Ultimo Blog aggiornato
Classe E Spazio
Top 100 Blog!

2003 - Janula.it di Officine Informatiche Srl