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Diario di crociera
Avventure d'Occidente mediterraneo, di Anita Lucci
Articolo di AMMARARE
Consultato 12576 volte

Civitavecchia, 14 settembre
del 12-11-2008

Enorme. Dimensione faraonica. I passeggeri più di un migliaio, anche se la nave ne può contenere 3780. Sensazione di spaesamento. Ci vorrebbe almeno una settimana per ambientarsi, per raggiungere al volo la cabina e i principali servizi: peccato che allora sarà il tempo di scendere. Stasera, al ristorante Milano, erano al nostro tavolo due coppie che si concedono la crociera per festeggiare i cinquant'anni di matrimonio. Io e mia madre Silvana non abbiamo fatto in tempo a cambiarci, per essere puntuali al nostro turno di cena – perché i turni sono due e i ristoranti pure, ognuno su due livelli – ma ci difendiamo bene. Almeno, considerando che molti sono in maniche di camicia, parecchie signore e ragazzi hanno l'abbigliamento del pomeriggio alla spiaggia. La sala è molto rumorosa. Certo l'eleganza non è quella del 1982. Era la stessa compagnia di navigazione; ma il grado di autonomia era diverso – il nostro, voglio dire – perché mia madre da un anno e mezzo è su una sedia a ruote. Per questo abbiamo scelto di rifare insieme, come allora, questo tipo di vacanza: la crociera sembra, a tutt'oggi, il modo di viaggiare più agevole per le persone con disabilità motorie di vario livello. A bordo ci sono cabine attrezzate, gli ascensori sono grandi e senza dislivelli per l'accesso; già prima di salire, sapevamo che tutta la nave sarebbe stata agibile per il caso nostro, salvo l'ultimo ponte in alto a prua. Nel 1982 la nostra situazione era diversa; ma la crociera pure. Un solo ristorante a bordo, e un solo orario per tutti: a tavola ci si ritrovava, puntualmente, con gli altri passeggeri. Ora, in effetti, sembra quasi difficile che si possano incontrare le stesse persone una seconda volta.

 

Savona, 15 settembre
del 12-11-2008

Colazione sontuosa, al buffet. Una galleria d'esposizione di tutte le brioches che la fantasia possa concepire. Poi lo sbarco, e la ricerca di un taxi che ci porti all'acquario di Genova. A caro prezzo, perché la compagnia di navigazione, per le visite organizzate a terra, non prevede pullmann attrezzati con la pedana elevatrice. Siamo costrette a provvedere da sole. Peccato, perché a bordo, e in tutte le fasi di imbarco e sbarco, il personale è sempre pronto ad aiutare negli spostamenti della sedia a ruote di mia madre.
Al ritorno, per pranzo, i camerieri in sala – tutti asiatici e sudamericani, mi pare – si muovono tradendo una gran fretta. Che dispiacere! Mi sembra quasi che tutto sia meno buono: il gusto di quella splendida scelta di pietanze, voglio dire, che altrimenti non avrebbero nulla da invidiare a quelle della crociera più antica. Nel pomeriggio restiamo a bordo. Esploriamo la nave: il ponte tre è ottimo perché mia madre possa esercitarsi a camminare. La passeggiata fronte mare ha un lungo corrimano, e non c'è folla. Poi andiamo su, alla ricerca delle piscine. Ecco la vetta del ponte undici, nella zona con i lettini per prendere il sole. L'escursione dura ore: dalla balconata, al livello del ponte nove, ci coglie la rapida visione della piscina coperta e il subitaneo pensiero della cena. Ahimé, la discesa verso il ristorante risulta complicata: ma non per i noti problemi motori di mia madre. La strada, benché costellata di ascensori, si fa enigmatica: siamo a prua, no a poppa, cioè, di nuovo a prua. Quasi d'incanto una porta si spalanca infine sul ristorante Milano.
Una coppia giovane siede con noi al tavolo. In viaggio di nozze, dicono. Nella sala, almeno tre passeggeri su sedia a ruote. Ultime note della giornata: il WC della cabina non è comodo. Il cameriere Antonio – filippino, direi – bussa alla porta: occorre prepararsi per l'esercitazione obbligatoria sulla sicurezza.

 

Barcellona, 16 settembre
del 12-11-2008

Al mattino, siamo in navigazione. Preoccupazioni di bordo: decidere se prendere il sole presso la piscina di poppa, sperimentare il buffet, individuare gli ascensori “giusti”... Una bella pausa dalle difficoltà quotidiane della terra! Oggi però il sole va e viene. Barcellona si vede poco, con quattro ore a disposizione: un assaggio veloce in taxi, facendolo aspettare in alcuni punti d'interesse. È difficile esplorare così la città medioevale, le ramblas, dove ci sono le isole pedonali... ma non possiamo rischiare di tornare tardi alla nave. Per ogni sbarco, l'organizzazione prevede un discreto numero di visite che si possono fare: per Barcellona, per esempio, c'è la visita ispirata a Gaudì, la passeggiata in bicicletta, l'itinerario al ritmo del flamenco... Non c'è il tempo, a terra, per la visita completa di una città, come invece era stato nella nostra crociera del 1982. Con il sistema di oggi, ti viene voglia di dire: il prossimo anno faccio un'altra crociera e vedo le cose di Barcellona che non ho visto stavolta... e così pure per tutti gli altri scali. E infatti – mistero, data la crisi – ho parlato con diversi passeggeri che sono arrivati alla terza crociera nel giro di pochi anni!
Per la serata, ci organizziamo per tempo. Scendiamo presto in cabina a cambiarci, dopo una bella camminata sul ponte tre, proprio sotto le scialuppe di salvataggio. Un'altra giovane coppia siede al nostro tavolo, nel ristorante: sono saliti e scenderanno a Palermo. Così, infine, mi è chiaro il sistema: la nave gira continuamente. In ogni porto di sosta può salire o scendere qualche passeggero. Torna la sensazione di spaesamento. Non si riesce a memorizzare un volto; mi domando se si riescano a fare delle amicizie! Certo, a bordo ci sono parecchie attività che si possono fare, benché prevedano una spesa a parte. Bar e accoglienti salotti, il cinema, non parliamo poi del casinò... saloni di bellezza e fitness a cui non mi sono interessata. Non ricordo queste cose, e tutte queste spese extra, nella crociera del 1982.
Eccoci al Musichiere del Mare, l'intrattenimento serale nell'Atrio Europa. La musica strilla, troppo. Il pianista compone le prime note di pezzi musicali, da indovinare. I pezzi sono drammaticamente semplici, li saprei tutti! Grandi applausi ai concorrenti, intervistati dagli animatori. Silvana (mia madre) storce il naso.
Ore 22. Il cantante sudafricano Vicus si esibisce al teatro Atene. Voce robusta e volume possente della base musicale registrata. Il repertorio è classico, il tono sopra le righe. Il teatro non è pieno: l'offerta è talmente ampia che i passeggeri si disperdono in mille rivoli. La notte si fa calda per la serata tropicale al Grand Bar Berlino: volteggiano le coppie nelle movenze sensuali dei balli latino-americani. Quasi tutti italiani, mi sembra: si tratta di una gara, con giuria composta dai passeggeri stessi, tra cui pure un albanese. Urlano i microfoni, come prima. Però la gara è divertente; c'è molta gente anche intorno alla pista. Chissà cosa riesce a vedere, mia madre Silvana, dalla sua sedia. Lancinante, il confronto con l'elegante sobrietà della crociera di ventisei anni fa.

 

Palma di Maiorca, 17 settembre
del 12-11-2008

Niente gita esterna, oggi. Palma, la vediamo dai ponti della nave. Risveglio tardivo, nessun timore di restare senza cibo: esiste un buffet apposito per i dormiglioni al Lido Mediterraneo, sul ponte nove, a poppa. Piacevole colazione con vista sull'abitato di Palma. Nel pomeriggio, il dolce far niente produce un crollo fisico. Prima di riguadagnare la cabina, la scoperta che il collegamento a Internet si paga mezzo euro al minuto: a conti fatti, buona parte delle cose che vengono proposte sulla nave ha un costo supplementare.
Alle 18, cocktail del comandante che si presenta insieme a tutto lo staff. Una serata di gala: finalmente un po' di eleganza! Si vedono toilette ricercate, ma pure diversi uomini italiani in abiti da spiaggia o quasi. Più tardi, a cena, il giovane cameriere indiano vorrebbe mischiare due tipi diversi di vino rosso: lo blocco in tempo. Si riscatta portando un gentile omaggio floreale per me: viene in verità da un tavolo vicino al nostro. Sono fiori freschi imbarcati a Savona, di quelli ad ornamento dei tavoli nel ristorante. Li manda Olimpio.
La serata prosegue a teatro con lo spettacolo “Time”: mia madre riesce ad addormentarsi a dispetto del frastuono. Eppure qualche buona idea c'è, nella coreografia: ma perché le ballerine gridano? Infine, tutti al Grand Bar Berlino, per l'elezione del Macho Man. Certo non è la più alta delle raffinatezze: uomini scelti tra il pubblico devono esibirsi in un ballo sexy, poi nello strip-tease. Alla fine, è l'apoteosi del grottesco: i tre finalisti si presentano sulla scena travestiti da Brigitte, Gilda e Carla Stracci, planate sulla nave rispettivamente da Parigi, Amsterdam e Milano, con parrucche e abitini da cancan, lap dance e danza classica. Gli astanti applaudono; e anche mia madre si mantiene sveglia.

 

Tunisi, 18 settembre
del 12-11-2008

Barcellona piena di fermento e di modernità, Roma immobile: si discute a colazione con una coppia svizzero-spagnola salita, appunto, a Barcellona. Mattina di sole al Lido Mediterraneo, e nel pomeriggio siamo a Tunisi. Con mia madre, abbiamo prenotato una visita individuale. Ma già l'uscita dalla nave si presenta difficile: dal ponte più basso alla banchina c'è una rampa molto ripida, che addirittura termina con due gradini. Qui la sedia a ruote di Silvana deve essere sollevata; se ne occupano due inservienti della nave. Qualche momento di panico, e siamo a terra. L'asfalto della banchina è abbastanza disastrato. Ci indirizzano verso un pulmino. Raccapricciante scoperta: non è attrezzato con l'elevatore! Una tavola di legno viene usata a mo' di rampa per la sedia a ruote; il dislivello è alto. La sedia viene perigliosamente issata a bordo, tra le urla di mia madre e la forza bruta dei quattro uomini presenti. Ma non c'è spazio a sufficienza perché lei possa rimanere sulla sua sedia. Partiamo, infine, con la carrozzina ripiegata e Silvana seduta su uno dei sedili, accanto alla nostra guida. Parla un ottimo italiano, Saber, si vede che è in gamba e ne sa molto: ma è chiaro che mia madre è troppo sconvolta dalle grandi manovre per godersi veramente la visita.
Nella medina, Silvana si rifiuta categoricamente di scendere: vado giù con Saber, ma il giro si fa ovviamente breve, mia madre in attesa da sola nel pulmino. Riesco comunque a intercettare un gruppo di passeggeri della mia nave in escursione: tappeti, solo negozi di tappeti e souvenir! Sento dire da una signora romana, che avrebbe gradito vedere altro, di Tunisi, in quelle ore di visita guidata a terra. Così almeno mi pare di capire.
La sera, al circo nella nave: un duo ungherese produce meraviglie. Peccato il volume eccessivo della musica, come al solito.

 

Malta, 19 settembre
del 12-11-2008

Ottimo. Abbiamo una macchina a disposizione. Doris, la nostra guida, è bravissima: non solo nelle spiegazioni, ma nell'energia che mette nel risolvere i piccoli intoppi che possono capitare in una visita. Il centro storico della Valletta è un'isola pedonale, agibile per noi senza problemi. E grazie a Doris, possiamo dribblare i grossi gruppi di turisti che fanno barriera alla sedia di Silvana.
Nel pomeriggio, a bordo, la direttrice di crociera presenta le informazioni utili allo sbarco definitivo. Nello stesso momento la nave esce dal porto. Che peccato, negarci la bella vista della partenza dall'isola di Malta! Per fortuna, la direttrice è piacevole e spiritosa.
Cena di Gala dello Chef, in compagnia di Olimpio. I camerieri sfilano con torte e girandole luminose. Musica italiana doc e grande brindisi con i medesimi. Gli spazi comuni, sulla nave, hanno colori un po' esuberanti, diciamo pure disneyani: oro, azzurro pavone... Non ricordo nulla di simile nella crociera del 1982. Allora, di animazione con il coinvolgimento del pubblico ce n'era poca; qui invece è fondamentale.
Nel dopocena, è tempo di ballo liscio al Grand Bar Berlino. Siamo proprio sul bordo della pista, stavolta: una coppia di Roma, ai cinquant'anni di matrimonio, volteggia con straordinaria abilità.
Silvana vuole tornare in cabina. Io potrei continuare la serata; ma sopraggiunge il crollo, incentivato dal lungo questionario sul grado di soddisfazione che siamo chiamate a compilare. Non abbiamo ancora stabilito se scendere a terra nel prossimo porto. A domani l'ardua decisione.

 

Palermo, 20 settembre
del 12-11-2008

È quasi mezzogiorno quando decidiamo finalmente di scendere a terra a Palermo. Tre ore di accompagnamento in taxi, con visita anche a Monreale. Uno splendore, l'antico chiostro del dodicesimo secolo (nella foto), la varietà delle colonne, la raffinatezza delle decorazioni. È un percorso attrezzato per le persone su sedia a ruote? Le gentili signorine della Regione Sicilia sono pronte a tutte le evenienze. Ma certo!, dicono. Eppure, vedo una scaletta con cinque o sei gradini da fare, e nessuna pedana elevatrice. Il custode si occupa del caso: grazie alla sua possanza muscolare, le ruote della carrozzina scalano la rampa senza maldestri scuotimenti. Rampa disabili a propulsione umana.
Sulla nave è possibile mangiare quasi a tutte le ore. Al rientro dall'escursione, nel primo pomeriggio, è tempo del grill. Pure, è tempo di fare rotta verso Civitavecchia: porto di sbarco per noi.
Come mi è parso minuscolo, l'ascensore del palazzo dove abitiamo, a Roma! Tutto minimo e stretto, faticoso e burrascoso, nel rientro a casa dopo la settimana di crociera. Anche mia madre Silvana, malgrado le difficoltà del viaggio, mi è parsa un po' scorbutica, al ritorno. Meravigliosa, enorme, quella nave – così ha detto infine – tanti e tanti saloni tutti arredati con un gusto un po' pesante. Troppa gente, ha detto pure: pochi i momenti di aggregazione vera tra i passeggeri. La crociera che facemmo nel 1982, non più di cinquecento persone a bordo, era più bella: su questo siamo d'accordo, io e lei. La nave più piccola, le visite a terra più lunghe e uguali per tutti. Un solo spettacolo a sera, sobrio e generalmente elegante. Ci si conosceva tra i passeggeri.
Pure, non sembra sazia di navi, Silvana. Vuole andare sul battello postale che si infila nei fiordi norvegesi. Credo che l'accompagnerò, magari con Olimpio.

 

Siti utili
del 12-11-2008

www.crocieraonline.com/comp_2/crociera/costa-crociere/costa-concordia/286/liste.html

 

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