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Favola di una nave
Parte il nuovo servizio marittimo tra Venezia, Siria ed Egitto, di Carla Dodi
Articolo di AMMARARE
Consultato 7446 volte

.
del 07-05-2010

Nell’epoca dei vulcani che bloccano il traffico aereo, di aeroporti e linee aeree in stato di allerta per rischio terrorismo, spostarsi per mare non sembra più il sogno di pochi romantici e avventurosi viaggiatori. In più, le navi cargo sono indispensabili, ancora oggi, per il trasporto di una vasta gamma di merci che non potrebbero essere trasferite per via aerea, ferroviaria o (solo) stradale. La nave Visemar One, appena varata, prenderà il mare il 20 maggio 2010, per un servizio regolare Ro/Pax (merci e passeggeri) che collegherà ogni settimana Venezia con Tartous in Siria ed Alessandria in Egitto. La partenza da Venezia è prevista ogni giovedì, con arrivo nel porto siriano la domenica mattina e ad Alessandria il lunedì mattina. Una velocità massima di 24 nodi e tempi di transito molto veloci nei porti; la nave è in grado di trasportare 200 camion, 70 autovetture e 325 passeggeri. Gestore del servizio è la società Visemar Line (www.visemarline.com), nata da una partnership tra i gruppi veneti Visentini e Tositti; a promuovere l’iniziativa è l’Autorità Portuale di Venezia.

 

Autostrade del Mare Mediterraneo
del 07-05-2010

Si tratta di una nuova Autostrada del Mare, che solca tutto l’Adriatico verso il Medio Oriente e il Nord Africa, richiamandosi alle grandi rotte commerciali che, nei secoli, hanno costantemente collegato il porto di Venezia al Levante. In più, rivive la memoria del non troppo antico Egitto Express della compagnia Adriatica, che fino al 1992 portava passeggeri e veicoli tra Venezia e Alessandria d’Egitto (www.janula.it/ammarare, articolo: “Il sogno di Alessandria”). Le Autostrade del Mare sono considerate oggi una valida alternativa al trasporto merci via terra; così si definiscono i servizi di trasporto combinato strada-mare di merci. Autocarri, rimorchi e semirimorchi, casse mobili e container assicurano il trasporto della merce dal punto di origine a quello di destinazione, passando dalle strade alle navi, in una catena di operazioni collegate in modo fluido ed economico. Questo sistema permette di alleggerire la viabilità stradale, con conseguente riduzione del rischio di incidenti e dell’inquinamento. Il programma Autostrade del Mare beneficia di consistenti finanziamenti, in particolare da parte dell’Unione Europea (programma Marco Polo II per il periodo 2007-2013).

 

La nave verde
del 07-05-2010

Visemar One entra nel “Green Corridor”, l’iniziativa del Corridoio Verde che mira a rafforzare la cooperazione tra Italia ed Egitto nel settore agro-alimentare. La nuova nave porterà dall’Egitto a Venezia prodotti ortofrutticoli freschi, che potranno raggiungere i vari mercati del nord Italia, Germania, Svizzera ed Austria in meno di 72 ore. I prodotti egiziani dovranno entrare nei mercati europei in periodi e in quantità concordate, secondo criteri di stagionalità e complementarità con la produzione europea. L’idea nasce dalla domanda crescente di questi prodotti in Europa, dove i costi della manodopera sono elevati e la capacità produttiva si riduce. I prodotti egiziani dovranno quindi soddisfare gli standard di qualità richiesti dai mercati europei. Il Corridoio Verde è finanziato dal Programma di Conversione del Debito (seconda fase 2007-2012) della Cooperazione Italiana in Egitto (www.utlcairo.org → I nostri progetti → 18. Conversione del debito (Debt Swap).
Sul fronte del mar Tirreno – ma soprattutto del mar Ligure – la nave verde suscita perplessità, forse ispirate dalla preoccupazione di veder fuggire il “Green Corridor” sulla direttrice adriatico-ionica. Si parla allora della difficile sostenibilità economica dell'impresa, una volta esauriti i finanziamenti pubblici ottenuti (www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=4653). Il problema sembra riguardare soprattutto i tempi del trasporto ortofrutticolo da sud verso nord: la nave viaggerà anche fuori stagione, senza portare allora questo tipo di carico. Qualcuno si chiede inoltre come verrà riempita la tratta da Venezia verso sud. Qualche voce più conciliante ipotizza nuove opportunità di sviluppo per altri tipi di merce che già viaggiano su questi itinerari utilizzando altri mezzi.


Nella foto: un mercato di Alessandria d'Egitto (© Carla Dodi).

 

Sulle tracce di Corto Maltese
del 07-05-2010

E poi, c’è il trasporto passeggeri. Difficile immaginare che questo, da solo, possa sostenere la nuova linea nelle stagioni magre del trasporto ortofrutticolo. Ma chissà: tra cittadini arabi residenti in Europa che vanno a sud con l’auto al seguito, turisti e avventurieri, viaggiatori terrorizzati dal volo aereo, epigoni di Corto Maltese, forse il numero dei passeggeri non sarebbe poi così esiguo. Tra la Siria e l’Egitto potrebbe esserci un notevole traffico marittimo di passeggeri e veicoli: l’attuale transito via mar Rosso, che evita il passaggio per Israele, è un viaggio non proprio lineare. Occorre attraversare, via terra, tutta la Giordania fino ad Aqaba dove ci si può imbarcare per Nuweiba, nel Sinai egiziano, località a oltre 450 km. dal Cairo. Il porto siriano di Tartous, inoltre, potrebbe raccogliere passeggeri e merci provenienti da (o diretti verso) Libano, Giordania, Iraq, Arabia Saudita o altri paesi del Medio Oriente.
Fosse vivo ancora Hugo Pratt, avrebbe di certo fatto salire il suo bel marinaio Corto Maltese sul Visemar One. In sosta a Venezia, città d’elezione del grande “fumettaro” Pratt, l’indimenticabile Corto Maltese viene coinvolto nel 1921 in una rocambolesca avventura alla ricerca dello smeraldo magico detto “clavicola di Salomone”. Questa storia, pubblicata nel 1977, porta non a caso un doppio titolo, in italiano e in arabo: Favola di Venezia, ovvero Sirat Al-Bunduqiyyah. I riferimenti alla storia antica si intrecciano qui, spesso e volentieri, tra Venezia e Alessandria d’Egitto. C’è persino Hipazia, possibile reincarnazione della sapiente filosofa, matematica e astronoma Ipazia che visse ad Alessandria tra il quarto e il quinto secolo d.C. Una figura storica che è tornata di recente alla ribalta grazie al controverso film “Agora” del regista cileno-spagnolo Alejandro Amenábar. Niente di più appropriato, oggi, passare dalla “Favola di Venezia” alla “Favola di Alessandria” a bordo di una nave.

 

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