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Dato che noi...
Piccole tristezze commiste a follie
Blog di Ognidove
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Comparizione
del 08-09-2005

Un uomo voleva mangiare. Cioè voleva affermarsi, conquistare la sua dignità, poter entrare in chiesa con il cuore aperto, ed andare al lavoro al mattino con energia.
Ma, dopo la guerra, solo devastazione c`era.
Era un uomo sensibile, delicato, molto vulnerabile.
L`unico rapporto leale che aveva, era quello con i libri. L`istruzione dopo la guerra. Per chi se lo poteva permettere. L`uomo, pur di mangiare, entrò in Pubblica Sicurezza. Non era un brutto ragazzo, anche se aveva già molto sofferto, già grossi morsi gli aveva staccato dai fianchi la malinconia, e la certezza di non appartenere a niente ed a nessuno. Aveva dei tratti del volto, e del corpo, ripetuti per tutta la sua schiatta. Esseri un poco magrebini, gracili e dalla pelle scurastra, lignei, spigolosi come gatti selvatici. Molto sensibili all`alcool, tutti. E tendenti all`infelicità.

 

Distacco
del 09-09-2005













Fece ciò che doveva, seguì la trafila, come gli altri, come tanti animali. La sicurezza della gregarietà era stata già spesso, per l`uomo, l`unica. E fu allontanato dalle sue parti. Non che la cosa lo affliggesse. Era solo una privazione di riferimento. Le sue parti...non gli erano più o meno care del ripetersi di un giorno appresso all`altro. Per l`arma, lui era 60Kg di carne in più, un nome, un altro. Prendette il treno, allora, come tuttora dalla stessa stazione di Cassino la popolazione prende. Sale sul predellino, inala quegli odori che solo le stazioni hanno, riempie le orecchie di quei sferragliamenti e annunci snocciolati all`altoparlante. Che deve fare, la gente. Prende il treno. Era il secondo distacco per l`uomo. Quando l`uomo era ragazzo al paese c`era la fame, no, non quella d`affermazione. Quella gastrica. Così il padre dell`uomo affidò uno dei 7 figlioli ad una parente, in un paese distante. Che lo accudisse lei, che togliesse loro quell`animetta in più che chiede pane, pane, e ancora pane.In linea d`aria magari non erano molti chilometri. Ma Aurunci ed Ausoni la fanno lunga, per i camminatori. Sanno come farli sudare e desiderare di fermarsi a riposare. Esigono polmoni, oltre che gambe. Fu allora, in quel primo distacco, che si strappò all`uomo la possibilità di sviluppare una corretta ed armoniosa affettività. Ci sono fasi, durante l`infanzia, in cui non bisogna tradire il bambino. E ce ne sono altre in cui si possono chiedere invece prove anche dure ed esplicite al bambino, poichè egli ha accumulato il necessario instrumentario per farcela. L`uomo era inerme, quando bambino, lo si distaccò dalla sua matrice. Non ebbe più, fino data corrente, occasione di riparare. Alcune cose sono, per loro natura senza ritorno.

 

Sardegna
del 11-09-2005

Fu deciso per Piacenza. Destinazione Piacenza. Nebbia e pancera di lana sui reni. I servizi erano lunghi in mezzo all`umidità della piana. Qualche tempo dopo...ecco la Sardegna. L`uomo fu assegnato in Sardegna, dove soffrì l`inferno. Sardegna, un paesino smilzo ordinato dal Duce a suo tempo, un capo alcolizzato, e deserto, deserto, e deserto.
Non che il paese d`origine dell`uomo fosse tanto differente, poi. Nel 1964 cosa vuoi sia stato lungo il fiume, la chiesetta e le 4 casupole, così equidistante stava già, fra Cassino e Formia.
Ma lì c`era gente nota. E lui era uno di loro.
C`era una sottesa appartenenza, una sottesa innocenza e legittimità dell`infanzia a perdonare la presenza.
Anche se era la cosiddetta "pezza da piedi" del Bertolucci, che andava all`epoca per la settantina, finì per provare una mezz`affezione per il comandante.
Bertolucci non era mai del tutto lucido. Erano almeno sei anni che beveva in continuazione. Ogni tanto però quelle iridi opalescenti e vitree snebbiavano un poco, s`apriva la lente, era l`unica persona con la quale scambiare due parole.
L`uomo era così bisognoso di riferimenti, di guida, di parole amiche. Egli era smarrito e minato fin dalla tenera infanzia.
Del resto non andava meglio ai suoi fratelli. Non andava meglio a tutta la sua generazione.
Ragazzi che avevano visto bombardare Cassino a dodic`anni d`età.
Gli tremava la terra sotto ai piedi, il loro sangue era incerto, la loro mente cauta ed apprensiva.
Fertilia. Quando smontava di servizio la prima cosa era lasciarla. Lurida, piena di cani affamati tutti costole e pidocchi.
4 pescatori e un paio di donne con le mani grosse, i baffi, le vesti sempre nere.
La corriera lo portava ad Alghero.
C`era un pò di brezza ed un pò d`umanità, lì, almeno.

 

La puericultrice
del 15-09-2005

Lei amava i bimbi. Nossignori, non è affatto implicito, l`amare i bambini. Non è cosa di progesterone, nè di cultura. È cosa accordata internamente, cosa innata.
E glielo diceva, a suo papà, guarda papà che voglio fare la puericultrice, vedi tu di farmi studiare in questa direzione.
Il preside Hulkoss aggrottava le sopracciglia allora, e fissava lo sguardo sulla figlia maggiore, un manico di scopa dai capelli bianco argento come quelli d`un albino. Gli dispiaceva, non farla contenta. Gli dispiaceva sempre ed in ogni caso. Anche se quella ragazzina non fosse stata sua figlia, ma più semplicemente una delle scolarette a cui faceva lezione, ugualmente ci sarebbe stato attaccato, e meno possibile le avrebbe negato un favore, un benestare.
Joanna era in una parola brillante. Lo era senza intenzione, senza impegno, senza alcuna volontà di esserlo. Lei voleva solo farsi i fatti suoi, respirare aria, danzare, giocare a più non posso, leggere i libri più avvincenti, e fantasticare, di diventare grande e prendersi cura dei bambini.
Non era affatto una ragazzina "buona" oppure "diligente", tuttaltro. Era furba e giostrava le cose a suo favore. Era anche pigra, dispettosa, sempre pronta a scherzare più che a star seria. I brillanti, si sa, bambini o adulti che siano, sono accentratori. Tant`è che la secondogenita di Hulkoss, per esser venuta dopo di Joanna, aveva perduto il nome. Per tutto il paese, il Preside aveva due figlie femmine:- La prima si chiamava Joanna, e la seconda si chiamava Sorella. Sorella di Joanna appunto.

 

Joanna cresce
del 28-09-2005

Joanna non realizzò la sua ambizione. Non la fecero lavorare con i bambini, ma con gli adolescenti. Il Preside provò in tutte le maniere a spiegare alla figlia che non era il periodo adatto, non era l`epoca giusta, quella loro, per destinare la forza lavoro all`infanzia. Lei gli tenne il muso, lo odiò per un anno buono. La Germania aveva intanto invaso il territorio olandese e perpetrava la caccia agli ebrei. Questi ultimi venivano costretti a cucirsi una stella sugli abiti, per agevolarne l`immediata identificazione. Joanna era delusa dal padre e infastidita dalla violenza dei soldati, dalle loro grida, dai loro modi bruti. Per tutta risposta, si cucì anche lei una stella sul cappotto di lana blù. Solo per confonderli, tanto per fargliela vedere, che non li temeva. Così ogni mattino c`era questa figurina magra magra che usciva dalla patrizia casa all`entrata sud del paese di Kollum, bionda testolina che dire bionda era troppo poco, fili sottili più bianchi che color grano, fili tessuti da ragno più che capelli, tanto erano sottili e chiari, e svelta svelta s`avviava alla stazione ferroviaria. Gambine, testa biondissima e stella giudea sul cappottino.
La scuola per docenti di scuola superiore era nel capoluogo di provincia, una quarantina di chilometri e un cambio di treno a metà percorso. Di Kollum non c`era nessun`altra che Joanna. Neppure questa scuola le piacque granchè. Troppe ore, troppa teoria, nessuna attività all`aria aperta, nessuna applicazione al vissuto attuale. Almeno le permetteva di stare a pranzo dalla nonna, che a Leeuwarden abitava proprio, e casualmente dirimpetto, a soli 15 metri dalla scuola per docenti di Joanna. Quando la ragazza frequentò l`ultimo anno, quello del diploma, i tedeschi finalmente tornarono a casa loro. Ma intanto avevano portato a termine non pochi orrori, già che ci stavano, già che vigeva la legge della guerra, dove tutto è possibile, tutto si può realizzare, pur d`anestetizzare e paralizzare la morale od il buon senso. Il preside si vide uccidere di fronte agli occhi il suo miglior amico, per esempio. Per la sola ragione che veniva sospettato di nascondere una famiglia ebrea, e che si rifiutava di collaborare nella loro denuncia e cattura. Ecco, il preside era complice di questo protettorato improvvisato. Non nascondeva egli stesso la famiglia in questione, poichè troppo esposta era la posizione della casa che abitava, ma, come almeno altri 5 paesani, faceva i turni per fornirli di cibo, abiti, coperte, e per pattugliarne l`integrità. Ma fu purtroppo scoperto uno dei paesani, appunto l`amico del preside Hulkoss. Per gente della levatura di Hulkoss l`amicizia è quanto la famiglia. No, non parlo della compagnoneria, del cameratismo, delle conoscenze. Dell`amicizia, quella vena gonfia e nobile che traversa due esseri umani in condizioni di vicinanza e di elettive affinità. Prese congedo dalla professione il giorno successivo. Una pensione anticipata. Per motivi di guerra, faceva scrivere a quel tempo perticolare e di emergenza il Ministero della Pubblica Istruzione.

 

Un ciociaro di servizio
del 04-10-2005

Però a Piacenza aveva incontrato Letizia. Letizia era una delle parrucchiere della provincia della bassa. Una con la camicia, il negozio era suo, gliel`aveva comprato la famiglia. Era anche un bel tipino, appariscente, autoritaria, bisbetica a soli 25 anni come una zitella di 70.
No, l`uomo non aveva cognizione se Letizia gli piacesse o meno. Lui era un uomo anaffettivo, ormai. Fatto di freni, di sogni, di allucinazioni emozionali tutte mischiate e definitivamente indistinguibili. Era lei, la piccola intraprendente biondina in Vespa, che l`aveva rimorchiato. Attratta da quegli occhi come il carbone, da quelle movenze esitanti in un corpo segaligno, dalla divisa, dalla diversità con i rubizzi ragazzoni delle sue parti. Non l`aveva proprio rimorchiato. C`aveva fatto conoscenza, che per gli anni `60 è già esplicito.
Così in caserma arrivavano le lettere della parrucchiera.
L`uomo non apprezzava.
Non sapeva cosa farsene.
Anzi se ne vergognava pure, con Bertolucci, che faceva insinuazioni e rimandava a quand`era giovane lui.
Mentiva, Bertolucci.
Il successo con le femmine esisteva da quando c`era la bottiglia. Prima proprio il deserto. Ma i maschi sono galli.
I maschi soffrono di desideri puramente culturali.
L`uomo con i suoi 23 anni di Letizia e delle lettere non voleva sapere, era servita per quel che era servita là in quei mesacci d`inferno, di fradicia pianura insidiosa.
Cercava la cartoleria, quella in cima alla salita, vicino al bastione d`Alghero. Quella dove comprava da affracancare per le sorelle, al paese.
“Carissima Letizia,
mi dispiaccio assai di non scriverti regolarmente, ma i turni ed i servizi mi rubano tutto il tempo. Tu sei molto cara ed affettuosa, ma credo che un mio ritorno a Piacenza si possa escludere. Ho 3 settimane quest`estate, ma il babbo si è sentito poco bene, e le trascorrerò tutte al paese, giù in Ciociaria. Stammi bene, allora, ti mando un abbraccio”
Lettere così sapeva, l`uomo.
La imbucò nella cassetta alla fermata della corriera che lo riportava a Fertilia.
Era stato il suo primo amore da adulto, e nemmeno se n`era accorto. Questo fa, la miseria e l`incuria agli uomini.

 

Diplomata ed assunta
del 10-10-2005

Joanna a 21 anni si ritrovò insegnante delle scuole superiori, per volere del Preside Hulkoss. Partì con delle amiche, appena diplomatesi come lei, per una vacanza in Svizzera. Finora era stata solo in barca con i suoi genitori, durante le vacanze. È così che facevano le ragazze di buona famiglia lassù in quella provincia nordeuropea.
Una delle sue colleghe s`era già fidanzata. Joanna con gli uomini giocava, esattamente come aveva fatto da bambina con i suoi compagni. Non le sembravano cose da prendere seriamente, fiori, cioccolatini, paroline dolci...le sembravano lontani dalla realtà. Fu allegra quella vacanza, come la sua indole, uno specchio del suo animo. Al rientro la aspettava l`insperato:- Una lettera di convocazione ad un colloquio d`assunzione. Hulkoss esultante...in fondo era la sua rivincita, la pensione anticipata non l`aveva poi tanto soddisfatto, anzi...Per raggiungere Den Helder per il colloquio Joanna dovette cambiare treno 3 volte. La scuola era un edificio austero, da poco ristrutturato. Austera anche la Signora Haas, nonchè indiscreta ed un poco arrogante. La direttrice dell`istituto femminile di Den Helder aspettava impaziente l`arrivo della novella docente dalla fredda e rigorosa provincia di Friesland.
-"Oh, benearrivata, dunque, la Signorina Hulkoss, se non mi sbaglio"
-"Non si sbaglia, sono Joanna Hulkoss, molto piacere di fare la sua conoscenza"
-"Si sieda pure, prego"
Non fu un granchè di colloquio. Trascorsi i primi 3-4 minuti Joanna aveva già maturato la decisione di andarsene al più presto.
Però s`era anche posta come obbiettivo quello di rendersi indipendente al più presto possibile, ora che per lei il ricevere lezioni era ormai acqua passata. Le due opposte polarità lottavano nella sua mente, dietro quegli occhi di lapislazzuli fissi sul programma scolastico che la Haas andava illustrandole.
-"...così lei riceverà entro 15 giorni l`esito della riunione del corpo docente, e saprà se è entrata o meno a farne parte. D`accordo"?
-"È d`accordo signorina Hulkoss"?
-"Prego..??"
S`era distratta adesso. Aveva capito d`essere stata gradita a quella strega che aveva dinnanzi, e s`era già messa a fantasticare di trovare una stanza nella cittadina, di fare le sue spese, di invitare gli amici...
Era sempre tre o quattro passi più avanti alla realtà, involontariamente.
- "Ma certo signora Haas, la ringrazio di avermi ricevuta e resto in attesa della vostra lettera"
-"Allora arrivederci"
-"Arrivederci"

 

Erano come le bambine...
del 15-10-2005

Lui tornava in continente per le ferie. Poi riprendeva il traghetto per Olbia. Era riuscito a risparmiare, si era comprato una vettura, la teneva lì al porto. Ma come doveva spenderle quelle magre lire del resto. Almeno poteva farsi dei giri così gli passava pure il tempo prima.

Joanna spendeva allegramente, invece. Non aveva il salario dei bifolchi, lei. Guadagnava bene, anche se non lo sapeva. Per lei era uno stipendio regolare il suo. Ed aveva ragione. La regolarità delle cose stà esclusivamente negli occhi di chi le guarda. In Olanda, ad ogni stagione c`è la vacanza. Joanna aveva sentito parlar bene della Sardegna, la selvaggia isola, quella piantata nel centro del Mar Mediterraneo. La Malibù dell`Europa.
Progettò di andarci il prossimo anno, prima voleva disfarsi alle Baleari. 1965 Baleari con Harold ed Anja. 1966 Sardegna.

Le loro strade, l`avrete oltre capito, stavano per avvicinarsi.

A Fertilia non c`erano hotels.
Ma c`era un Ostello della Gioventù gestito da una coppia di ultrasessantenni. Ognitanto Amilcare faceva finta di passeggiarvi davanti per caso, in cerca di nulla. In realtà aveva capito, si era sintonizzato sulle leggi sdrucciolose degli umori. I suoi propri, e quelli di Bertolucci. Anche a Bertolucci le straniere non facevano schifo. Anzi. Primaditutto erano tutte lisce lisce, sode, profumate di sapone. Che le italiane non erano, sempre impastrocchiate di fondotinta e con gli occhi bistrati, che se le incontravi senza trucco sembravano delle lavanderine drogate. Eppoi si mettevano scie di profumo. E spesso erano pelose e non si radevano.
Secondo poi le italiane se la tiravano come se ce l`avessero solo loro. Eppoi volevano sempre mercanteggiare. Volevano che dicevi loro di amarle, volevano esser portate al cinematografo, al ristorante...insomma una fatica bestiale per un poco di gnocca anche malfatta. Sì, ci si stava, perchè comunque tirava. La voglia tirava, con quel caldo. Con quella solitudine.
Ma le straniere all`Ostello non pretendevano. Bastava un gelato ed un passaggio in auto fino Alghero, per poterci parlare ed uscire la sera dopo.
Erano come bambine, le straniere dell`Ostello. Soffici. Rosa. Pulite. Disponibili. Curiose. E soprattutto poi tornavano a casa loro, e non le vedevi più.

 

Fegato spappolato
del 28-10-2005

Così Amilcare regolarmente prese a caricare una stranierina e a portarsela ad Alghero. Non lo rendevano allegro, no. Per lui erano solo un passatempo. Le considerava figlie d`un mondo a lui precluso. Era pure più triste, e miserabile, il suo stato, al rientro in caserma. Come se la gioia e la bellezza fossero stigmate riservate ad un`altra razza. Bertolucci era al suo ennesimo ricovero in ospedale. Poteva poco, il ricovero. Gli attaccavano in vena una fontanella d`acqua. Lo sciaquavano dentro. Ma il tumore epatico era fatto come di farina. Le cellule si riempivano di polvere asciutta, e formavano una creta. E che vuoi gli facessero quelle litrate d`acqua nelle vene. Lo facevano respirare un pò, lo spurgavano dei metaboliti accumulatesi nel sangue, quelli stessi che il fegato di creta non poteva più demolire. Tanto in caserma non succedeva nulla. Non era di più e neppure di meno, la sensazione di punizione e di isolamento che provava Amilcare senza il principale. Joanna si era imbarcata a Genova. La corriera da Golfo Aranci fino a Fertilia. Sola. Stavolta da sola perchè voleva pensare. Si sentiva bisognosa solo di evoluzione nello scenario della sua vita. La compagnia era un accessorio. La testa piena delle voci delle allieve e dei programmi ministeriali a cui esse dovevano soddisfare. E la responsabilità di condurle perbene. Dai bambini si viene condotti. Dagli adolescenti, al limite sedotti. Gli adolescenti vogliono solo una cosa, anche se non sanno neppure perchè:-Perdere tempo. Mentre tu, loro insegnante, vuoi l`esatto contrario:- Valorizzare il tempo. Ma non lo vuoi tutti i giorni. Ce ne erano quindi, di mattinate rigide in cui Joanna voleva solo una cioccolata calda e silenzio intorno a lei. E processi decisionali degli altri, colleghi e superiori. La voglia sempre più esile di tornare dai suoi nei week-end. Forse perchè s`erano spostati in un altro paese. Joanna non aveva più nulla da riconoscere là. Nè tantomeno le premeva fare nuova conoscenza con un paese di brughiera nato negli anni '50. Hulkoss aveva trovato casa a buon mercato, ed Hulkoss era un economo rigoroso. Che Joanna stesse pure in giro e vivesse la sua vita. Lui aveva gli orologi da assemblare là in soffitta, e le riunioni del partito socialista. E il WWF. Hulkoss padre era rassegnato. Le figlie facessero loro.

 

Dietro al conduttore
del 01-11-2005

Che luogo...completamente brado...che luogo che è questo...Oddio un inferno o un paradiso...non lo so, fa lo stesso...Sono le considerazioni del luglio 1966. Lei è seduta appena dietro al conduttore. La corriera imbocca per un paesetto, uno dei tanti, uno qualsiasi. Breccia, polvere, colori ocra e giallo sole sopra ogni cosa in terra. Dietro al conduttore, sedersi sempre dietro al conduttore. Non camminare mai scalzi per le vie. Non tenere il portafoglio in borsetta ma in una tasca fatta cucire appositamente all`interno della veste. Tenersi a distanza dagli uomini, non farli avvicinare troppo. Bollire l`acqua prima di berla. Portarsi lo spray per gli insetti. Non lo dicevano solo, là a nord, dei paesi del mediterraneo. Lo pubblicavano. C`erano opuscoli in chiesa. C`erano gli stessi opuscoli dal medico. Sembra di parlare dello Zimbauwe che poi neanche più c`è...ed invece è solo una regione d`Italia. La mia Italia, dalla carne di lettere e d`architettura sublime, la mia patria fatta della civiltà più magnifica ed eloquente che si possa concepire...siediti dietro al conduttore Joanna. Perchè questo è il vero. Questo, senza celarsi dietro ad un dito, è quello che si vede. Non c`è diamante puro ed irragionevolmente, sprezzantemente bello come l`Italia, come non c`è fanghiglia umiliante e torbida a ricoprirlo...come accade in Italia. Terra di contrasti da sbattere la testa al muro. Contrasti amari. Contrasti tanto, troppo sfacciati. E radicati. Solo chi c`è nato e c`è vissuto può davvero sondarli e riconoscerli in ogni piega. Non bastano due vite di studio all`estero, a fare un`adolescenza di provincia in Italia. Ma Joanna, questo non lo potrà mai intuire.

 

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