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Blog di ALLEVIBRUNO
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La Gemella Francese
del 20-11-2017

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Renault entra nel segmento dei Crossover di medie dimensioni con la Kadjar, che deriva da una leggenda del settore, la Qashqai (Nissan fa parte del Gruppo Renault). La vettura francese è disponibile con 1 Motore a Benzina (1200 Turbo da 130 cv) o con 2 Motori Turbodiesel DCI (1500 da 110 cv; 1600 da 130 cv), negli allestimenti Life, Zen, Intens, Bose, Hypnotic Energy. Esternamente la Kadjar, riprende anteriormente il family feeling della casa della losanga: mascherina centrale a V con una bordatura cromata, il logo Renault al centro e i i gruppi ottici affusolati agli estremi, come a stendere e allungare verso i passaruota la mascherina stessa. Posteriormente, la coda è sportiva e muscolosa. Belli i grandi gruppi ottici trapezoidali che si allungano anche qui verso i passaruota. L’abitacolo della vettura transalpina è ampio e arioso, e l’accesso agevole anche per i passeggeri posteriori. Accattivante la plancia, nella quale spicca la zona attorno al guidatore con il cruscotto virtuale (che, aprendo la porta per salire, mostra un disegno del frontale dell’auto) e la consolle centrale con il nuovo sistema R-Link2, una veste grafica personalizzabile e comandi più rapidi (lo schermo a sfioramento di 7 pollici è di tipo capacitivo, come quello dei tablet). Quasi a separare la zona conducente dal lato passeggero, a destra dei comandi del climatizzatore c’è un “maniglione” che fa molto fuoristrada. Le finiture sono di buon livello, con materiali morbidi. Con i suoi 472 litri di capacità minima (1478 quella massima), il vano bagagli è ampio; ha il piano in due parti che si possono sollevare (per accedere a un doppiofondo alto poco meno di 10 cm), rimuovere o fissare più in basso per guadagnare spazio prezioso in altezza. C'è anche l’originale possibilità che consiste nel posizionare in verticale una delle due parti del piano, realizzando una separazione fra la zona anteriore del baule e quella posteriore. Nella nuova Kadjar giocano a favore della praticità anche le levette (in prossimità della bocca di carico) per reclinare con un solo gesto ciascuna delle due frazioni degli schienali. La soglia di carico a ben 79 cm da terra non è altrettanto pratica. Utile, per contro, il sedile del passeggero richiudibile a tavolinetto (optional o di serie a seconda degli allestimenti) che porta a quasi due metri e mezzo lo spazio utile per il carico di oggetti molto lunghi. E, sotto il paraurti, può nascondersi un gancio di traino a scomparsa (optional). Ecco il momento del test drive: la Renault Kadjar provata è stata la 1500 DCI 110 cv EDC 4x2 Hypnotic Energy da 31893 €. Renault con la Kadjar va a riempire un vuoto nel segmento dei Crossover medi, presentando un mezzo sportivo, elegante, al passo con i tempi. Molto confortevole e spazioso, Kadjar si lascia guidare facilmente sia in città che su percorsi extraurbani o autostradali, suo vero pane quotidiano. Preciso è lo sterzo, maneggevole è la vettura, facile è il parcheggio. Ottimo è il Cambio Automatico EDC che equipaggia la versione guidata. Stranoto nelle caratteristiche e nelle doti è l'ormai leggendario 1500 DCI Turbodiesel Renault da 110 cv, ottimo motore per quest'auto e che rende la Kadjar un'ottima vettura per chi ha bisogno di spazio e non vuole rinunciare a comfort e sportività. Infine il listino prezzi: si va da 20500 € della 1200 4x2 Life per arrivare a 27750 € della 1200 4x2 Hypnotic Energy EDC (Benzina); si va da 22500 € della 1500 DCI 110 cv 4x2 Life per arrivare a 32150 € della 1600 DCI 130 cv 4x4 Hypnotic Energy (Diesel).


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Bruno Allevi

 

Mia Amata Miata
del 27-10-2017

GROTTAMMARE – Nel 1989 Mazda lanciò sul mercato un'auto destinata a fare epoca, la MX-5, chiamata anche Miata. La roadster giapponese è disponibile con 2 Motori a Benzina (1500 da 131 cv; 2000 da 160 cv), nelle varianti di carrozzeria Spider e RF (la sigla RF sta per Retractable Fastback e da chiusa ha forme da coupé. Scoprendola, in circa 13 secondi, premendo un tasto nella consolle centrale, ma solo con l’auto in movimento a meno di 10 km/h, la parte centrale del tetto e il lunotto si ripiegano nel baule facendo restare a vista la struttura posteriore, a dare un effetto “targa” decisamente accattivante), negli allestimenti Evolve, Exceed, Sport. Con la nuova quarta serie, la Mazda MX-5 parte da un foglio bianco. Cambiano le dimensioni (la lunghezza perde 10 cm, scendendo a 392: meno di quella della prima MX-5 del 1989) e anche lo stile: abbandonate le linee morbide e un po’ retrò, la due posti giapponese sfoggia forme “mascoline”, con piccoli e minacciosi fari appuntiti. Sparite anche le piccole “citazioni” che si tramandavano di generazione in generazione: gli indicatori di direzione laterali rotondi, la gobba centrale nel cofano e i fanali ovali. Internamente la nuova MX-5 punta decisamente sulla modernità: la plancia a sviluppo orizzontale ha gradevoli forme asimmetriche e ospita tre bocchette rotonde, più una sottile sotto lo schermo centrale. Quest’ultimo è montato a sbalzo e si comanda anche con una rotella e dei pulsanti posti alla sinistra della leva del freno a mano. Plastiche e montaggi sono di buona qualità: un passo avanti rispetto alla precedente MX-5. Caratteristica la parte alta dei pannelli porta verniciata nello stesso colore della carrozzeria. Dall'interno si riesce comodamente ad alzare e abbassare la capote. Infatti la roadster del Sol Levante conserva la soluzione del tetto in tela con apertura manuale: se già in passato era possibile azionare la capote dal posto di guida, ora è ancora più semplice e l’operazione avviene senza contorsionismi. Per aprire, basta sbloccare un fermo sulla cornice del parabrezza e spingere all’indietro la capote, che si ripiegherà bloccandosi a vista dietro i sedili. Per chiuderla, c’è un fermo a molla e il tetto in tela viene “porto” all’altezza della nuca: in un paio di secondi, con un gesto ad arco del braccio, la capote è in posizione. Ed ora è il momento del test drive: la Mazda MX-5 guidata è stata la 2000 Exceed Spider da 30090 €. Nel 1989 Mazda ha creato una leggenda che ancora oggi è sinonimo di spider compatta, sportiva, leggendaria. La nuova generazione della MX-5, grazie alle sue forme ancora più compatte rispetto alla prima generazione di fine anni '80, la più compatta fra quelle che si sono succedute in quasi 30 anni, fa divertire al volante, grazie alla posizione di guida rasoterra, a un abitacolo piccolo e avvolgente, a un contatto diretto uomo-macchina, senza nessun tipo di filtro. Piccola è la leva del cambio manuale, diretto e sportivo è lo sterzo, esaltante è il rombo del motore, acuito dal suono metallico e grintoso del terminale di scarico che manda in estasi chi guida questo concentrato di sportività giapponese. Il motore che scalpita e romba sulla MX-5 guidata è il 2000 Turbo Benzina da 160 cv. Vista la compattezza e la leggerezza di quest'auto, questo motore rende la MX-5 un missile che rende esaltante il mettersi al volante di questa auto sempre più leggendaria. Infine il listino prezzi. Iniziamo con la versione Spider: si va da 25300 € della 1500 Evolve per arrivare a 29950 € della 2000 Sport (Benzina). Ora il momento della RF: si va da 28000 € della 1500 Evolve per arrivare a 33150 € della 2000 Exceed Cambio Automatico (Benzina)

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Bruno Allevi

 

In campagna e in città con lusso e stilosità
del 16-10-2017

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Adesso tocca alla Countryman!!! Dopo le nuovi versioni 3 e 5 porte e la Clubman, ora arriva la nuova Mini Countryman, che rispecchia il nuovo design della casa anglo-tedesca. La versione campagnola della pepata vettura creata da Alec Issigonis alla fine degli anni '50, è disponibile con 2 Motori a Benzina (1500 da 136 cv; 2000 da 192 cv) o con 1 Motore Turbodiesel (2000 da 150 o 190 cv), negli allestimenti Cooper, Cooper S (a cui poter aggiungere i pacchetti – allestimento: Boost, Business, Hype, Jungle). Sette anni dopo la prima edizione, ecco la nuova Countryman, la crossover che è anche il modello più pratico e spazioso del marchio Mini. Tutta nuova, mantiene lo stile inconfondibile della precedente: forme morbide, quattro grandi porte, portellone affiancato da fanali verticali, mascherina separata dai fari (ora un po' più squadrati), tetto piatto e ampie protezioni in plastica nera nella parte inferiore della carrozzeria. La differenza più netta è nelle dimensioni. Con i suoi 430 centimetri di lunghezza la nuova Countryman è la Mini più grande di sempre, superando di 20 cm il vecchio modello e di cinque la Clubman, la versione wagon con la quale condivide la struttura e (pur con sostanziali modifiche alle sospensioni) anche tutta la meccanica. Il Crossover britannico ha interni molto ricercati, oltre che Mini al 100%: caratteristici, soprattutto, il cruscotto a due strumenti ancorato al piantone dello sterzo e il grande “tondo” al centro della plancia, che ospita lo schermo dell'impianto multimediale di 6,5” o (a richiesta) di 8,8”; lo si controlla sia con i comandi nel tunnel fra i sedili, sia sfiorando il display con le dita.Tutti i rivestimenti sono di ottima qualità, le plastiche morbide e montate con attenzione; ampie le possibilità di personalizzazione. L'accesso a tutti i posti è facile, e lo spazio non manca affatto. Davanti, rispetto al modello precedente, ci sono quattro centimetri in più a separare i sedili, il che lascia più agio a guidatore e passeggero, mentre dietro due adulti stanno molto bene: hanno cinque centimetri in più per le gambe, e sfruttando lo schienale, regolabile anche nell’inclinazione, possono davvero rilassarsi. Buono lo spazio per i piccoli oggetti, con nota di merito per le tasche nelle porte: enormi, davanti e dietro. La maggiore lunghezza esterna della nuova versione della Countryman è andata a vantaggio soprattutto del bagagliaio, che ora è ben più capiente: portando in avanti il divano (scorre di 13 centimetri) si arriva a 566 litri, mentre col sedile tutto indietro si dispone di 450 (prima, i valori erano rispettivamente di 450 e 350 litri). L’apertura è ampia, con comodo accesso a 68 cm da terra, e si può avere il portellone ad apertura e chiusura elettriche anche senza dover usare le mani (basta far scorrere un piede sotto il paraurti. Il vano è ricoperto di feltro di buona qualità e illuminato da due plafoniere. Il vano principale non è enorme, ma si arriva ai 450 litri complessivi grazie a un ampio sottofondo alto 18 cm. Peccato, però, che il pianale non si possa togliere ma solo ripiegare contro lo schienale: la sfruttabilità ne risente. Inoltre, se si porta avanti il divano, si crea un profondo incavo in cui possono cadere piccoli oggetti. Ed ora il momento del test drive: la Mini Countryman guidata è stata la Cooper D ALL4 Steptronic Jungle da 53200 €. Prosegue il rinnovamento e adesso è l'ora della Countryman. Questo si può affermare guardando la nuova generazione della crossover di casa Mini che ora assomiglia ancor di più al nuovo stile della casa del Gruppo BMW. Su strada si guida intuitivamente: ottimo è lo sterzo, si parcheggia con estrema facilità. Preciso e rapido negli innesti è il cambio automatico Steptronic, l'altezza da terra insieme alla trazione integrale ALL4 permette un uso disinvolto anche in fuoristrada. Il motore che pulsa sotto il cofano è l'ottimo 2000 Turbodiesel, unico motore a gasolio a listino, nella potenza da 150 cv (ne esiste anche la versione da 190 cv, denominata SD). Silenzioso, brillante, potente, fluido e costante: ecco le principali doti del propulsore diesel della Mini provata. Infine il listino prezzi: si va da 27450 € della Cooper per arrivare a 39200 € della Cooper S Jungle ALL4 Steptronic (Benzina), si va da 29450 € della Cooper D per arrivare a 41200 € della Cooper SD Jungle ALL4 Steptronic (Diesel).

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Bruno Allevi

 

Comodità Sportiva
del 25-09-2017

GROTTAMMARE – La Ford rinnova il suo SUV Medio, la Kuga. La nuova serie dell'auto tedesca è disponibile con 1 Motore a Benzina (1500 da 120 o 150 cv) o con 2 Motori Turbodiesel (1500 TDCI da 120 cv, 2000 TDCI da 150 o 180 cv) negli allestimenti Plus, Business, Titanium, ST-Line, Vignale. Esternamente la Kuga acquisisce un nuovo frontale con una nuova mascherina esagonale, molto grintosa, moderna, sportiva. Anche i fari sono nuovi e ben si incastonano nel nuovo design anteriore. Anche il posteriore si aggiorna, con dei nuovo gruppi ottici, più grandi, di forma similiari a quelli della precedente generazione, e con le plastiche trasparenti, che danno un tocco di eleganza alla coda del SUV di casa Ford. Internamente l’abitacolo spazioso e con l’elaborata plancia resta quello di prima, ma ha eliminato alcune piccole scomodità. I tasti del nuovo impianto multimediale Sync3 sono più intuitivi da utilizzare e, sopra di loro, c’è un nuovo schermo a sfioramento di 8”. Inoltre, la zona fra i sedili dispone di portaoggetti meglio assortiti. La posizione di guida alta e con tutte le regolazioni del caso permette di dominare la strada. E i sedili sono confortevoli e profilati abbastanza da contenere il corpo nelle curve. Anche chi viaggia dietro sta comodo: il divano piatto può accogliere bene pure tre persone (lo schienale è reclinabile all’indietro) e non manca agio per le gambe. Il baule ha una buona capienza, e finiture curate; e, per una SUV, risulta facilmente accessibile. Ed ora è il momento del test drive: la Ford Kuga provata è stata la 2000 TDCI 150 cv 4WD St-Line Powershift da 41717 €. La Ford continua il rinnovamento gamma e ad ammodernarsi tocca alla Kuga, per continuare a essere protagonista nella categoria dei SUV di medie dimensioni, dove è molto apprezzata e ha un ottimo successo di vendite. Su strada ha tutte le doti del SUV elegante e sportivo: ottimo su asfalto, eccezionale su sterrato e strade impervie grazie alla trazione integrale di cui è provvisto. Molto maneggevole, lo sterzo è leggero e preciso, gli aiuti alla guida sono importanti e risolutori (su tutti la telecamera posteriore, i sensori, il parcheggio semi automatico). Il motore che pulsa sotto il cofano è l'ottimo 2000 Turbodiesel da 150 cv (c'è anche una variante più potente da 180 cv). Questo motore, molto silenzioso, elastico, brillante, potente, è davvero ben sfruttabile e unito al Cambio Automatico Powershift permette alla Kuga di essere usata con disinvoltura sia su strade battute che nel fuoristrada. Infine il listino prezzi: si va da 23250 € della 1500 2WD 120 cv Plus per arrivare a 28750 € della 1500 2WD 150 cv St-Line (Benzina); si va da 25250 € della 1500 TDCI 2WD 120 cv Plus per arrivare a 43000 € della 2000 TDCI 180 cv 4WD Vignale Powershift (Diesel).

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Bruno Allevi

 

La Regina è di nuovo in scena
del 18-09-2017

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Renault rinnova un'auto che, sul mercato da 21 anni (la prima serie è del 1996), ha creato il genere, molto apprezzato delle monovolumi medie. Quest'auto è la Scenic. La nuova generazione della leggendaria francese, sul mercato italiano nelle due varianti Scenic a 5 posti e Grand Scenic a 7 posti, è disponibile con 1 Motore a Benzina (1200 da 115 o 130 cv) oppure con 2 Motori Turbodiesel DCI (1500 da 95 o 110 cv, 1600 da 130 o 160 cv), negli allestimenti Life, Zen, Intens, Edition One, Bose. Esternamente tutta nuova, e creata sulla stessa base meccanica delle Mégane, Talisman ed Espace (nonché delle Nissan Qashqai e X-Trail) la nuova Renault Scénic punta molto sullo stile, che è deciso e personale. Il frontale cortissimo, arrotondato eppure grintoso, si raccorda bene con l'enorme parabrezza che, insieme al tetto, forma un arco perfetto. La fiancata si caratterizza per i quattro ampi finestrini, con profilo inferiore sinuoso che nella parte posteriore segue il rigonfiamento dei parafanghi, creando, insieme allo sbalzo molto ridotto e alle ruote di ben 20” di diametro, un dinamismo difficile da trovare in una monovolume. I cerchi di 20” (gli unici disponibili) aiutano l'estetica, ma non influiscono sulla resistenza all'avanzamento (dovuta all'attrito sull'asfalto e all'aria), perché la Renault ha fatto sviluppare appositamente pneumatici dal battistrada relativamente stretto (195 mm). La Grand Scenic, invece è identica nella parte anteriore alla Scenic “normale”, mentre, più lunga di 22 cm rispetto alla sorella a 5 posti, si differisce per la forma del portellone, per le luci posteriori e per le barre al tetto. A impressionare immediatamente, non appena si apre la porta è la notevole luminosità dell'abitacolo, garantita dal parabrezza molto esteso, dal tetto in vetro (optional) e dai montanti anteriori sottili (che facilitano anche la visuale). Belli e avvolgenti i sedili della nuova Renault Scénic, caratteristici, poi, i grandi poggiatesta che si aprono “a libro” (per avvicinarli al capo) e con grandi “orecchie” laterali. La posizione di guida è rialzata e adattabile a tutte le corporature, con la leva del cambio a comoda portata di mano; il volante, sportivo e di piccolo diametro, è piuttosto inclinato in avanti, e non disturba la consultazione del cruscotto (a tre strumenti, tutti digitali, con quello centrale configurabile). Dalla consolle che ospita lo schermo di 8,7” a sfioramento si gestiscono, in maniera intuitiva e con una buona rapidità di risposta, la radio, il navigatore e il “clima” automatico bizona (i cui comandi principali, come la selezione delle temperature e il ricircolo, sono però manopole e pulsanti). Dallo schermo si può scegliere anche fra cinque modalità di guida (Eco, Comfort, Neutral, Sport e personalizzabile): variano la risposta del motore e dello sterzo, oltre alla tinta dell'illuminazione del cruscotto e del sottile led che contorna la parte bassa della consolle. La plancia è semplice, lineare ed elegante, e sul lato destro ospita un ampio cassetto, che si apre (scorrendo in orizzontale) semplicemente sfiorando un sensore; non si fa nessuna fatica e l'accessibilità è buona. Ora il momento del test drive: la Renault Scenic guidata è stata la 5 Posti 1500 DCI 110 cv EDC Bose da 32250 €. La Renault fa tornare la regina del segmento delle monovolumi medie, di scena, o meglio, di Scenic. La nuova vettura della casa Francese, è moderna, molto spaziosa e luminosa all'interno. Maneggevolissima, è un piacere guidarla e ammirare il panorama dal suo interno; è un loft vetrato che si apre al mondo. Il cambio automatico di cui dispone la versione provata, è di immediato utilizzo; lo sterzo sempre pronto, preciso e leggero da manovrare. Ottimo è il 1500 Turbodiesel da 110 cv, un cavallo di battaglia di casa Renault, usato per la gamma Francese e non solo. Motore elastico, potente, brillante, permette alla Scenic di essere una monovolume mangiasfalto, strizzando l'occhio al portafoglio, garantendo bassi costi di gestione complessivi. Infine il listino prezzi. Iniziamo con la versione a 5 Posti: si va da 21900 € della 1200 115 cv Life per arrivare a 28500 € della 1200 130 cv Bose (Benzina); si va da 23600 € della 1500 DCI 95 cv Life per arrivare a 33350 € della 1600 DCI 160 cv Bose (Diesel).Ora è il momento della Grand Scenic a 7 posti: si va da 23400 € della 1200 115 cv Life per arrivare a 30000 € della 1200 130 cv Bose (Benzina), si va da 27300 € della 1500 DCI 110 cv Zen per arrivare a 34850 € della 1600 DCI 160 cv Bose (Diesel).

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Bruno Allevi

 

Spazio Moderno
del 25-07-2017

ASCOLI PICENO – La Opel modifica leggermente la sua monovolume, la Zafira (che perde il nome Tourer). La 7 posti tedesca è disponibile con 1 Motore Benzina (1400 da 120 o 140 cv), 1 Motore a Metano (1600 da 150 cv), 2 Motori Turbodiesel CDTI (1600 da 120 o 134 cv, 2000 da 130 o 170 cv), negli allestimenti Advance o Innovation. Esternamente il frontale perde i caratteristici fari con inserti neri “a boomerang” in favore di luci dalla forma meno elaborata, collegate visivamente al fregio nella griglia (più bassa e larga) da un inserto interno. Cambiano anche i paraurti e il disegno interno dei fanali. Anche dentro, interventi limitati, ma “giusti”: la parte alta della consolle centrale non è più affollata di tasti per il sistema multimediale, al cui posto c'è un moderno dispositivo con schermo sensibile al tatto, compatibile con le tecnologie Apple CarPlay e Android Auto per collegare gli smartphone. Di serie, inoltre, tutte le Opel Zafira hanno il sistema OnStar: premendo un tasto ci si mette in contatto con un operatore al quale chiedere indirizzi e informazioni, che poi invierà in tempo reale sul navigatore. Inoltre, c’è un pulsante SOS per allertare i soccorsi (per malore o altro, si attiva automaticamente in caso di urto di forte entità). Infine, è disponibile anche la funzione per creare in auto un hotspot Wi-Fi ad alta velocità. OnStar è gratuito per il primo anno, poi richiede di sottoscrivere un abbonamento (più, eventualmente, un extra per il Wi-Fi). Con l'aggiornamento si è modernizzato pure il cruscotto della Opel Zafira, che ora ha gli indicatori di temperatura dell'acqua e del livello del carburante digitali anziché a lancetta. Il piccolo schermo multifunzione monocolore è bianco anziché rosso. Per il resto, l'abitacolo è invariato: i posti della seconda fila si possono muovere verso il centro della vettura per avere più spazio per le spalle (il posto centrale si ripiega per diventare un bracciolo) e dal fondo del baule si possono estrarre due posti in più. Molto comode le poltrone, con ampie regolazioni (c'è anche il cuscino estensibile e sollevabile nella parte anteriore, per sostenere meglio le cosce). Ora è il momento del test drive: la Opel Zafira provata è stata la 1600 Turbo EcoM Metano Innovation da 32300 €. La Zafira perde il nome Tourer, i baffi nero lucidi sul frontale e acquiata un frontale più moderno, in linea con il family feeling Opel. Su strada è la vettura comoda e confortevole che tutti noi conosciamo. Ampio è lo spazio a bordo, i 7 posti di cui dispone permettono di portare con se persone e bagagli (gli ultimi 2 sono a scomparsa nel pavimento). Oltre ad essere comoda, comfortevole e spaziosa è anche ecologica. Infatti la versione provata monta il 1600 Turbo da 150 cv a Metano. Motore che garantisce ottime prestazioni, bassi consumi e strizza l'occhio all'ecologia, grazie alla propulsione a Metano. Infine il listino prezzi: si va da 26270 € della 1400 120 cv Advance per arrivare a 30570 € della 1400 Turbo 140 cv Innovation (Benzina), si va da 30230 € della 1600 Turbo Advance per arrivare a 32120 € della 1600 Turbo Innovation (Metano), si va da 29570 € della 1600 CDTI 120 cv Advance per arrivare a 34570 € della 2000 CDTI 170 cv Innovation Automatica (Diesel).


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Bruno Allevi

 

La prima ibrida non si scorda mai
del 18-07-2017

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Hyundai diventa green lanciando sul mercato la sua prima vettura ibrida, la Ioniq. La berlina coreana, che a breve sarà disponibile anche Ibrida Plug-In e Elettrica, è disponibile con 1 Motore misto Benzina + Elettrico (1600 da 105 cv il Benzina + 43 cv l'elttrico, la cui accoppiata porta in dono 141 cv), negli allestimenti Classic, Comfort, Style. Interamente nuova, la berlina orientale è una cinque porte lunga circa quattro metri e mezzo, dalle linee filanti e moderne, e anche armoniche. Tra gli elementi distintivi, notiamo il frontale con fari sottili che si integrano nell'ampia mascherina a “U”, il tetto perfettamente ad arco e la coda alta, con le luci posteriori che affiancano la parte verticale del lunotto (quest'ultimo è diviso in due parti). Internamente l'abitacolo della Hyundai Ioniq punta a essere pratico e ospitale. Lo dimostra subito la plancia, che è semplice ed elegante e ha un design “morbido”. Nella parte alta della consolle ospita il display a sfioramento di 8” del sistema multimediale, che include un valido navigatore con mappe della TomTom e i protocolli AppleCar Play e Android Auto, per la più estesa integrazione possibile del proprio smartphone con il sistema dell'auto. Anche il cruscotto è uno schermo digitale; si legge senza problemi e fornisce parecchie informazioni, incluso lo stato di carica della batteria. Scegliendo la modalità di guida di guida Sport (spostando sulla sinistra la leva del cambio) viene visualizzato anche il contagiri del 1.6. Ora il momento del test driva: la Ioniq provata è stata la 1600 Style da 29725 €. La Hyundai debutta nel mondo del green grazie alla Ioniq. La vettura coreana, oltre alla motorizzazione ibrida, appena arrivata in commercio, sarà a breve disponibile nelle versioni 100% Electric e Hybrid Plug-in. Su strada è comoda, confortevole, molto maneggevole, si guida in maniera intuitiva, lo sterzo è sempre pronto nei cambi di direzione, il cambio automatico ha innesti rapidi e precisi. Ottima è la propulsione ibrida, accoppiata di un motore a Benzina 1600 da 105 cv e di uno elettrico da 43 cv, che uniti erogano ben 141 cv. Cavalli che si fanno sentire se si pigia il pedale dell'acceleratore, ma che invece si riposano se si viaggia a basse velocità, permettendo un uso green dell'auto in modalità elettrica. Da ultimo il listino prezzi: si va da 24900 € della 1600 Classic per arrivare a 29000 € della 1600 Style (Ibrido).


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Bruno Allevi

 

Il Lusso e l'Eleganza hanno trovato casa
del 05-07-2017

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Infiniti, marchio di lusso di casa Nissan, presenta in Italia la sua grande berlina, la Q70. Il prodotto nipponico è equipaggiato con 1 Motore Benzina (3700 da 320 cv), 1 Motore Ibrido (3500 da 363 cv), 1 Motore Turbodiesel (2200 da 170 cv), negli allestimenti Base, Executive, Premium, Premium Executive, Premium Tech, Sport, Sport Tech. Esternamente la Q70 è una grande berlina classica ed elegante, con linee pulite e spigoli ammorbiditi, forme moderne. Il frontale presenta la grande mascherina centrale con cornice cromata e i gruppi ottici affusolati che seguono l'andamento del cofano motore. Il posteriore presenta una coda classica da berlina con abitacolo separato dal bagagliaio. Di design i grandi gruppi ottici ai lati che si tendono verso il centro fondendosi in una elegante fascia cromata sopra l'alloggiamento della targa. Internamente il lusso e l'eleganza hanno trovato casa. Molto ben fatto è l'abitacolo: di pregio i materali usati (pelle e legno su tutti), ottima la qualità dell'assemblaggio. Di pregio è la consolle centrale a onda con in sommità lo schermo del navigatore, incastonato fra le bocchette del clima troviamo l'elegante quadrante dell'orologio a lancette, seguito a ruota dai comandi clima e radio. Nel tunnel centrale, accanto alla leva del cambio, troviamo le rotelle e i pulsanti funzionali al corretto funzionamento del sistema di intrattenimento e di altre funzionalità della berlina giapponese. Molto elegante, ben leggibile e completo è il quadro strumenti. Ora è il momento del test drive: la Infiniti Q70 guidata è stata la 2200d Premium Executive da 56962 €. La gamma Infiniti si impreziosisce di una elegante berlina che fa a concorrere nel nutrito segmento di berline dalla lunghezza intorno ai 5 metri, dove la fanno da padrone le varie Mercedes Classe E, BMW Serie 5, Audi A6. La Q70 è un salotto viaggiante, una vettura che è un piacere guidare grazie al suo comfort e alla sua insonorizzazione massima; ottimi sono sterzo e cambio automatico. Il Motore che pulsa sotto il cofano è il 2200 Turbodiesel da 170 cv, di origine Mercedes che equipaggia gran parte della gamma della casa nipponica. E' un propulsore elastico, brillante, potente, solido, affidabile e con ottime prestazioni. Da ultimo il listino prezzi: unico prezzo per la versione a Benzina, la 3700 Sport Tech AT, il cui prezzo è di 66250 €; si va da 62300 € della Hybrid Premium o Premium Executive per arrivare a 65250 € della Hybrid Premium Tech (Ibrida); si va da 48900 € della 2200d Base per arrivare a 59650 € della 2200d Sport Tech AT (Diesel).


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Bruno Allevi

 

L'antipanda
del 28-06-2017

ASCOLI PICENO – La Suzuki rispolvera il nome Ignis per presentare sul mercato un piccolo SUV Ultracompatto. Il nuovo prodotto giapponese è disponibile con 1 Motore Benzina 1200 da 90 cv (disponibile anche in versione ibrida), negli allestimenti iCool, iTop, iAdventure. Esternamente la nuova Suzuki Ignis è un’auto spigliata e fuori dagli schemi: ha le dimensioni di una cittadina (è lunga 370 cm), è muscolosa e alta da terra (18 cm) come una crossover, ma non rinuncia a un look quasi da coupé, con il lunotto fortemente inclinato e i parafanghi allargati. D'impatto il frontale con la mascherina a fascia che ingloba i fari a forma di gemma, con le luci diurne a led che fungono da cornice ai gruppi ottici. Posteriormente sono molto particolari i grandi gruppi ottici trapezoidali con le luci frecce e retro sbalzate. L’abitacolo della Suzuki Ignis è colorato: gli elementi di plastica per il cruscotto e le porte sono bianchi e neri, mentre dettagli come le maniglie sono arancioni o grigi. L’atmosfera è simpatica, giovanile, senza rinunciare alla praticità di tanti portaoggetti e al divano diviso in due parti, scorrevoli indipendentemente l’una dall’altra di 16 cm e dotate di schienale reclinabile all’indietro. Così, si può anche incrementare la capacità di carico da 260 litri (237 per le 4x4) a 360 (o fino 514, rinunciando ai posti dietro). La strumentazione è completa, di facile lettura e i comandi sono ben disposti. Non male la posizione di guida, con il sedile largo e regolabile in altezza. In rapporto alle dimensioni della carrozzeria, lo spazio per persone e bagagli è abbondante. Ed ora il test drive: la Suzuki Ignis guidata è stata la 1200 Dualjet 4WD AllGrip 90 cv iTop da 18069 €. La Suzuki con la Ignis vuole dare filo da torcere alla Panda. Infatti la piccola giapponese monta la trazione integrale ed è, insieme alla Panda 4x4, l'unica piccola “fuoristrada” in commercio in questo momento in Italia. Su strada la sua compattezza si traduce in maneggevolezza. Il cambio ha una comoda impugnatura e gli innesti sono rapidi e precisi, lo sterzo è sempre pronto e reattivo. Lo spazio a bordo è abbondante, sia anteriormente che posteriormente, che nel bagagliaio. Il comfort è assoluto grazie all'ottima insonorizzazione. Le prestazioni sono molto buone e il merito è dell'ottimo 1200 a Benzina da ben 90 cv, unico motore a listino, disponibile anche nella versione ibrida. Questo propulsore è molto silenzioso, è poderoso, brillante, elastico e molto parco nei consumi e garantisce alla Ignis grande agilità su qualunque terreno grazie anche alla trazione Allgrip 4WD di cui dispone la vettura testata. Da ultimo il listino prezzi: si va da 14050 € della 1200 2WD iCool per arrivare a 19000 € della 1200 Hybrid 4WD iAdventure (Benzina).


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Bruno Allevi

 

Il ritorno del crossover
del 16-06-2017

PORTO SAN GIORGIO – La Honda torna nel segmento delle crossover compatte, rispolverando il nome HR-V, che fra la fine degli anni '90 e la metà degli anni duemila era sinonimo, per la casa giapponese, di fuoristrada compatto. La nuova HR-V è disponibile con un 1500 Benzina da 131 cv o con 1 Turbodiesel I-DTEC 1600 da 120 cv, negli allestimenti Comfort, Elegance Connect, Elegance Navi, Executive Navi. Esternamente è una vettura dalle forme compatte (è lunga appena 430 cm), dalle linee sportive e sinuose, il corpo vettura è tondeggiante. Il frontale è moderno, i fari hanno luci diurne a led integrate nel gruppo ottico, la mascherina che raccorda i fari presenta un'elegante baffo cromato con al centro il logo Honda. Posteriormente abbiamo la maggiore sinuosità delle forme: coda bombata, spoiler sportivo, fari a L rovesciata su due livelli. L’interno della Honda HR-V ha un aspetto sportivo, è realizzato con apprezzabile cura, ed è spazioso. Fra i dettagli più riusciti spiccano lo schermo a sfioramento nella parte bassa della consolle, attraverso cui si comanda il climatizzatore automatico, e la corta leva del cambio, sopraelevata sul massiccio tunnel fra i sedili. Sotto, questo c’è un piccolo vano con le prese Aux e Usb. Lo spazio è abbondante, il divano ha lo schienale reclinabile all’indietro (due posizioni) e le originali sedute sollevabili (come nella Civic) per caricare oggetti alti. Questa soluzione incrementa la già generosa capacità del baule e, se occorre, oltre al divano si può ripiegare lo schienale del sedile per il passeggero anteriore. Ed ora il momento del test drive: la Honda HR-V provata è stata la 1600 Turbodiesel I-DTEC 120 cv Executive Navi da 29702 €. La Honda rispolvera il nome HR-V per rientrare nel segmento dei crossover compatti, abbandonato nel 2005 con l'uscita di scena della prima serie della HR-V. Maneggevole, agile su strada, affronta con facilità ogni asperità, nonostante non sia fornito di trazione integrale. Ottimo è lo sterzo, straordinario è il cambio dall'impugnatura piccola, rapido e preciso negli innesti. Il Motore che pulsa sotto il cofano è il 1600 Turbodiesel da 120 cv. Questo propulsore è usato trasversalmente nella gamma Honda (equipaggia oltre alla HR-V anche la CR-V e la Civic), è un campione di silenziosità, di prestazioni, di divertimento. Oltre a questo è molto economo nei consumi e nei costi di gestione. Per concludere il listino prezzi: si va da 20600 € della 1500 Comfort per arrivare a 27300 € della 1500 Executive Navi CVT (Benzina), si va da 22800 € della 1600 I-DTEC Comfort per arrivare a 27900 € della 1600 I-DTEC Executive Navi (Diesel).


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Bruno Allevi

 

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