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Enigmi e Misteri della Scienza di Confine
I sentieri del caso,nel regno del transpersonale
Blog di Fausto Intilla
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Esperimenti sui nuclei inconsci
del 21-01-2007

“Principio di compensazione quantistica dei nuclei inconsci”.
Tale Principio, dichiara che:”Per ogni annullamento di qualsivoglia nucleo energetico inconscio,definito principalmente da determinate aspettative-convinzioni (umane), vi sia un determinato collasso della funzione d’onda dell’elettrone (che definisce la realtà che attorno al soggetto-individuo prende forma), i cui esiti saranno positivi o negativi, a dipendenza dell’intensità e dei parametri della realtà soggettiva, relativi ai nuclei inconsci del soggetto-individuo in questione”.

Tratto dalla pagina: "Forum", presente su www.oloscience.com :

(...)a new experiment for the demonstration about the connections between the "human's convictions-expectations" and the "electron's wave functions collapses".
Before all,I have to specify one thing: For "human's convictions-expectations", I mean an "energetic unconscious nucleus",that destroy itself (gettin' free energy),in the exact moment that this "convictions-expectations" disappear.This is not a definitive experiment,but only the first step to understand the bridge between Sincronicity,Non Locality...and my theory about electron's wave functions and human's energetic unconscious nucleus.
Well, for this experiment it's necessary all this material:

a) 89 cards ( 22 white cards, 66 red cards, and one black card).

These cards must to be laid one over the other in this sequence,and covered (laid with the back over):
Black - red - red - red - white - red - red - red - white - red- red -red - white - red - red -red - white -
red -red -red - white - red - red -red - white - red -red - red - white - red - red - red - white - red - red - red - white - red - red - red - white -red - red - red - white - red - red -red - white - red -red - red - white - red - red - red - white - red - red - red - white - red -red - red - white -red - red - red - white - red - red - red - white - red -red - red -white - red - red - red - white - red - red - red - white - red - red - red - white. (the last card over the top must to be white; and the last card on the desktop must to be black).

b) A Modul Machine for electroencephalogram (EEG).It will need to construct too, a short-slot reverse entry bi-modal changeover switch, to connect the white-noise modulator to the high frequency DC generator. Without this the double helix red red white red white white red sequence cannot self expire, there would simply be no start stimulii to shut it down.

The experiment consist in measure the middle EEG frequency (Mc Creery and Claridge, 1996 b) of the subject ,and the Rho Correlation of Pearson between the two hemisphere (for delta,theta,alfa,beta frequency), during his “job” to take one by one the cards , and display them on a table in succession, till the last card , the black card.
My suppositions:
The subject, during this experiment, will create a simple energetic unconscious nucleus that will bring his EEG to a normal frequency oscillation till the last step of this experiment; at this point,
in the exact moment that he will take the last card (the black card), his surprise to see a not ordinary card, should have to destroy quickly his simple energetic unconscious nucleus , producing an anomalous high frequency wave.


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From: Stefano Siccardi - To: F.Intilla


Gent.mo Dott. Intilla,


prima di tutto spero non abbia niente in contrario se ho inoltrato le sue mail a una collega del mio gruppo che, in quanto psicologa, ha competenze complementari alle mie.


Per quanto riguarda le sue considerazioni, che trovo assai interessanti e pertinenti dal punto di vista della teoria, la difficoltà è proprio trovare un modo per confermarle o falsificarle sperimentalmente. Questo non vale solo per lei, nè soltanto per la parapsicologia. Anche teorie fisiche relativamente poco controverse, come la relatività stessa, hanno dovuto attendere tempo prima che si trovasse il modo di confrontarle con i dati sperimentali. Quindi la ringrazio per la fiducia quando parla di validissima base sperimentale per le nostre supposizioni: in realtà in questo campo abbiamo indizi, spunti, indicazioni, ma "prove" assai poche.


Fatta questa premessa, volevo parlarle dell'esperimento da lei proposto al PEAR. Avremmo l'attrezzatura necessaria per condurlo anche noi, disponendo dell'apparecchio EEG e conoscendo il metodo proposto da McCreery (mediana e correlazione fra i due emisferi).Onestamente, però, non mi è chiaro:- che cosa ci si aspetteerbbe di trovare nei dati al momento dell'ultima carta: uno spostamento della mediana? un improvviso aumento o diminuzione della coerenza fra emisferi? Specificamente in che banda? Tenga conto che queste sono misure comunque piuttosto fluttuanti anche per loro conto, quindi sarebbe molto difficile legare una fluttuazione (a meno che fosse di un ordine di grandezza veramente anomalo) a un episodio "puntuale" come la scopertura di una carta. A titolo di esempio, le allego un grafico con la mediana di 4 elettrodi eeg di una registrazione di 7 minuti in fase di rilassamento, quindi senza "rumore" legato a movimenti, visione di oggetti, ecc. I 7 minuti sono stati suddivisi in 42 periodi di 10 secondi e il grafico mostra l'andamento della mediana in questi punti:


- quello che eventualmente troveremmo al momento della scopertura dell'ultima carta come sarebbe legato ai concetti che cita, come sincronicità, non località, nucleo inconscio energetico...? E' infatti ammesso anche dalla scienza ufficiale che stimoli non attesi (in questo caso la carta fuori sequenza) possano generare reazioni neurofisiologiche, cerebrali e non, ma da questo non si inferisce nulla di quello che ci interessa provare.


Probabilmente ho perso qualche passaggio del suo ragionamento, può esplicitarmelo? Ha anche già avuto qualche commento dal PEAR?


Grazie, a presto


Stefano Siccardi


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From: F.Intilla - To: Stefano Siccardi


Egregio Dott.Siccardi,


tutte le sue domande in merito all'esperimento da me idealizzato e proposto al PEAR, sono del tutto lecite e chiare nel modo più assoluto.Francamente comunque, non so dirle neppure io con esattezza, cosa potrebbero rivelare i dati di un simile esperimento;Le miei supposizioni, sono essenzialmente queste:


Maggiori saranno le aspettative (sulla successione sequenziale delle carte) "nuclearizzate" a livello inconscio nel soggetto, e più evidente sarà il picco dell' "onda anomala" che scaturirà dalla dissoluzione di un tale nucleo inconscio temporaneo, al momento in cui viene scoperta la "carta anomala" (in contrasto con lo schema sequenziale delle precedenti carte).Oltre ad un marcato spostamento della mediana,dovrebbe verificarsi persino una diminuzione della coerenza fra emisferi; il tutto dovrebbe risolversi in un picco di poco superiore ai 30 Hz, ovvero ai limiti della banda beta.


Il verificarsi di una simile onda anomala,confermerebbe l'esistenza di nuclei inconsci tutt'altro che a livello figurato; bensì delle vere e proprie strutture energetiche che potrebbero estendersi anche oltre i limiti volumetrici del cervello (o trovarsi semplicemente altrove,in un'altra parte del corpo).Le varie ricerche condotte in questi ultimi anni sul ruolo dei peptidi , ricordiamoci che hanno indotto parecchi scienziati a chiedersi dove effettivamente "inizi e termini il cervello umano".


Mi rendo conto perfettamente che la scienza ufficiale ammette questo tipo di reazioni a stimoli inattesi; e purtroppo il grande problema sta proprio nel dimostrare che tali fluttuazioni energetiche,quando superano determinati limiti (come nel caso presupposto in tale esperimento),richiedono delle quantità di energia superiori alla famosa "somma delle parti"; ovvero dell'energia nuclearizzata a livello inconscio e del tutto inquantificabile sino al momento in cui essa non viene liberata in circostanze non ordinarie-inattese per il soggetto in questione.


I nuclei energetici che definiscono le aspettative-convinzioni umane, sono rapportabili (poichè strettamente connessi) al "collasso della funzione d'onda dell'elettrone",che in ultima analisi definisce la Realtà delle cose a noi circostante.Il perchè, tali aspettative-convinzioni, quando creano delle vere e proprie strutture "solide" a livello psichico (nuclei inconsci difficilmente dissolvibili),diano luogo a dei "collassi negativi" della funzione d'onda (nel senso che la realtà prende forma attorno al soggetto in modo ad egli sfavorevole), non mi è ancora purtroppo chiaro.


La mancanza di nuclei inconsci solidi (ovvero di forti aspettative e convinzioni in relazione ad un determinato oggetto-contesto) in un individuo, facilita il verificarsi di eventi sincronistici (sincronismi) e dona una certa serenità psico-fisica al soggetto in questione.Si tenga presente che tutto il lavoro svolto da uno psicoterapeuta serio ed intelligente, durante qualsiasi seduta con rispettivo "paziente", non è nient'altro che uno scambio di Informazione, atto a dissolvere (grazie al cambiamento di prospettiva che viene proposto dall'analista e inculcato dolcemente a livello conscio-inconscio al suo paziente) ogni inutile e mal interpretata aspettativa-convinzione di quest'ultimo sulla Realtà che egli crede di vivere. Jung chiamava tali convinzioni, assai radicate nella mente di alcuni individui, Costellazioni....e a rigor di logica, difficilmente dissolvibili durante il lavoro di terapia paziente-analista.


Come lei ben saprà,la componente magnetica del campo del cuore, è all’incirca 5000 volte più potente di quella prodotta dal cervello, non è impedita dai tessuti e può essere misurata anche a distanza dal corpo con uno Strumento a Superconduzione di Interferenze Quantiche (SQUID), basato su magnetometri. Riferendoci ora all'esperimento da me proposto al PEAR, è possibile stabilire un legame tra "picco anomalo" dell'EEG al momento del dissolvimento di un nucleo inconscio (generato da una determinata costellazione inconscia), e ampiezza del CEM Toroidale.(CEM Toroidale = Campo elettromagnetico del corpo, generato dal cuore,la cui geometria è a forma di Toro,si veda: ww.heartmath.org ;SQUID= si veda: http://hyperphysics.phy-astr.gsu.edu/Hbase/solids/squid.html


Mi spiego meglio:


La dimensione del CEM Toroidale varia da un minimo di 2,5 ed un massimo di 3 mt.(con asse verticale centrato nel cuore);Misurando il rapporto tra il valore del "picco anomalo" dell'EEG al momento del dissolvimento di un nucleo inconscio , e il valore della dimensione (ampiezza) del CEM Toroidale (anch'essa effettuata al momento del dissolvimento di un nucleo inconscio ), si dovrebbe ottenere un valore costante (EEG / SQUID = K).La mia supposizione è che il CEM Toroidale dovrebbe aumentare leggermente di ampiezza, proprio nel momento in cui avviene il "picco anomalo" dell'EEG dovuto all'annichilazione di un determinato nucleo inconscio.


...e fin qui comunque non si è ancora dimostrato niente...ma ora arriva il bello...


E' vero che la scienza ammette la possibilità di onde anomali durante un determinato evento che vada a toccare i centri emozionali di un individuo;ma affiancando una misurazione SQUID, alla misurazione EEG durante un evento di dissolvimento di un nucleo inconscio,e possibile discernere quali onde anomali siano dovute ad una semplice emozione temporanea, e quali invece siano dovute ad una annichilazione di un nucleo inconsio. E il perchè è semplice:


La dimensione del CEM Toroidale viene amplificata solo ed esclusivamente durante il dissolvimento di un nucleo inconscio,ma non nel caso di un "picco anomalo" dell'EEG dovuta ad una semplice emozione temporanea!


Conducendo quindi due esperimenti paralleli (con misurazione SQUID e EEG affiancate), uno che preveda un "picco anomalo" dell'EEG dovuto a dissolvimento di un nucleo inconscio, e uno che preveda un "picco anomalo" dell'EEG dovuto ad una semplice emozione temporanea; e andando infine a calcolare i valori ricavati dal rapporto EEG/SQUID in queste due rilevazioni, si andrà ad osservare questo: gli unici valori che definiranno una costante,saranno solo quelli ricavati dal rapporto EEG/SQUID nell'esperimento sui "picchi anomali" generati dal dissolvimento di un nucleo inconscio.


(...)...altre delucidazioni:


Per ciò che riguarda i nuclei inconsci, io sostengo semplicemente che essi abbiano una natura dualistica (essi possono essere intesi sia come delle vere e proprie strutture energetiche , sia come delle "onde di probabilità").Per tutte le altre domande che mi ha posto (picco dell'onda anomala, amplificazione del CEM Toroidale,...),posso dirle che le mie sono solo delle semplici supposizioni le cui basi sono aggrappate esclusivamente al mio intuito.Mi rendo conto che questo tipo di approccio al campo della sperimentazione non è forse uno dei migliori, ma se andiamo ad osservare tutta la storia della scienza, ci rendiamo facilmente conto che la maggior parte delle scoperte più rivoluzionarie,sono state fatte seguendo delle pure e semplici intuizioni (personalmente...non mi sono mai fasciato la testa prima di essermela rotta).E' evidente comunque che per poter intraprendere questo tipo di percorsi in cui è necessario "camminare alla cieca", occorrono dei finanziamenti non indifferenti.Non a caso quindi le scoperte rivoluzionarie più recenti (in ogni settore scientifico),sono state fatte all'interno della giurisdizione del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (considerando che tale istituzione riceve ogni anno i contributi federali ricavati dal 70% delle tasse di 200 milioni di cittadini americani...bè,non aggiungo altro).


Sinceramente,


F.Intilla


PS: Sull'esperimento, dovrei ricevere qualche commento dal PEAR entro breve termine.

Vorrei in questa sede precisare che le mie ricerche vanno oltre la semplice "interpretazione quantistica" del pensiero umano.
È da circa tre anni,che sto cercando una correlazione tra Sincronicità junghiana,collasso della funzione d'onda e Principio di Non-Località...ma finora non l'ho ancora trovata. Che tale correlazione esista realmente, si evince palesemente analizzando con un minimo di senso critico tutto ciò che tali principi e teorie ci offrono con i loro aneddoti, le loro "speculazioni",le loro "sane radici" culturali da cui provengono,e tant'altro; ma riuscire a definirne i reali contorni e caratteristiche fondamentali (magari anche in termini matematici,possibilmente),è tutto un altro..."paio di maniche".
Se anche il secondo esperimento sui nuclei inconsci (che verrà eseguito in marzo di quest'anno al PEAR,con rilevamento affiancato di dati EEG/SQUID), confermerà tutte le miei ipotesi (come è stato per il primo esperimento),la teoria Junghiana della Sincronicità verrà finalmente considerata-integrata anche in campo scientifico,con tutta la sua reale-effettiva importanza che purtroppo,sino ad oggi,nessuno ha mai potuto, almeno in parte,dimostrare sperimentalmente.
L'esito di quest'ultimo esperimento,getterà quindi le basi per poter definire in futuro,la vera natura di ogni ..."coincidenza significativa".

PS:
Se è vero che la nostra mente altera la realtà ("Io non posso credere che la Luna esista soltanto perchè io la osservo" - Albert Einstein,discutendo sulle problematiche inerenti al collasso della funzione d'onda), e se è vero che la meditazione (yoga,pratiche zen,...) "altera" la mente (ovvero produce stati mentali non ordinari), ne consegue, da un punto di vista logico, che la meditazione è da considerarsi come un fattore-vettore nel processo di "alterazione" della realtà (volgarmente: la meditazione "altera" la realtà).
Chi è o cos'è alla fine che fa collassare la funzione d'onda?
L'osservatore o chi viene osservato (sia esso un corpo animato o inanimato)?...bè,fino ad oggi ancora nessuno è riuscito a trovare delle risposte definitive su tale questione.
La realtà è semplicemente ...Maya,ovvero qualcosa di cui nessun essere umano potrà mai conoscerne la vera "natura ultima";un tempo credevamo che massa ed energia fossero due cose ben distinte,ma all'inizio del secolo scorso ci pensò lo zio Albert a cambiare le carte in tavola.Poi,nella seconda metà del secolo scorso comparvero le prime teorie sull'Informazione (Shannon;Bekenstein)...oggi sappiamo quindi che l'Energia,non è nient'altro che una forma complessa di Informazione.Il giorno in cui scopriremo che cos'è,fondamentalmente,l'Informazione,potremo sicuramente affermare di aver raggiunto un gran bel traguardo (...sulla "definizione di realtà").

Fausto Intilla
www.oloscience.com

 

S.Gould,Darwin,Jung ...e un punto in comune
del 21-01-2007

La teoria di Stephen J.Gold dell'equilibrio punteggiato,quella di Darwin della selezione naturale e infine quella di Jung sulla sincronicità,hanno tutte un unico comun denominatore: l'estrema improbabilità matematica degli eventi acausali che le caratterizzano.
L'intelligenza umana non segue assolutamente il principio entropico,essa si evolve costantemente verso uno stato di maggior ordine;ovviamente non mi riferisco all'intelligenza di un singolo essere umano e quindi al breve arco di tempo utile(ma difficilmente sfruttabile) definito dalla sua vita,in cui questa non ha alcun modo di accrescere, bensì all'intelligenza dell'intera specie umana.
Ciò che a questo punto è assolutamente necessario tener presente,è che:
nonostante le probabilità di esistenza (o manifestazione) di un ordine elevato riferite ad un sistema microscopico (atomico-molecolare)siano estremamente scarse,esse saranno comunque di gran lunga superiori alle probabilità di esistenza(o manifestazione) di un ordine elevato riferite ad un sistema macroscopico.
In una coincidenza significativa isolata come pure in un salto di qualità a livello evolutivo riferito al genere umano come a qualsiasi altra specie animale, vi è sempre presente quindi,lo spettro di un'alta improbabilità di manifestazione di un ordine elevato riferita ad un sistema macroscopico.
Poichè le probabilità di manifestazione di un ordine elevato riferite ad un sistema atomico-molecolare,sono più alte rispetto a quelle di un ordine elevato riferite ad un sistema macroscopico;se ne deduce che le mutazioni genetiche casuali in una specie animale, debbano forzatamente essere più frequenti dei salti di qualità evolutivi come pure di ogni coincidenza significativa (intesa in questo caso come evento significativo per l'intero genere umano,un esempio potrebbe essere la caduta di un meteorite di grandi dimensioni sul nostro pianeta).
Se i nostri neuroni non avessero potuto raggiungere costantemente in tutte queste centinaia di migliaia di anni di evoluzione,uno stato di ordine elevato,molto probabilmente a quest'ora saremmo ancora all'Età della Pietra; o forse non saremmo neppure esistiti,poichè l'impossibilità,per un sistema atomico-molecolare a raggiungere un determinato stato d'ordine piuttosto elevato,implicherebbe uno „sfalsamento“ di qualche punto percentuale sui valori delle più comuni Costanti di natura (come quella di Plank,per esempio) che,oltre a non consentire la nostra esistenza,non consentirebbe neppure l'esistenza dell'Universo a noi noto.

Discussione comparativa:
http://www.ufologia.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=4926

Fausto Intilla
(Inventore-divulgatore scientifico)
www.oloscience.com

 

A TUTTI I MIEI LETTORI
del 21-01-2007

Ricordo a tutti coloro che fossero
interessati a leggere i miei libri,
che è sufficiente inviare una semplice
e-mail al mio indirizzo di posta elettronica
(f.intilla@bluewin.ch),con indicato il titolo
del libro che si desidera leggere,e io
sarò lieto di inviarvi gratuitamente il
relativo file PDF in versione integrale.

La divulgazione dell'Informazione (sia essa scientifica o meno)
non dovrebbe avere alcun prezzo,e dovrebbe altresì essere effettuata attraverso tutti i canali informativi possibili ed immaginabili.
E visto che per ora (grazie ad Internet),entro certi limiti ciò è possibile,ho la ferma intenzione di contribuire attivamente in questa "audace impresa",degna di qualsiasi adepto appartenente alla "Setta dei Poeti Estinti".La mia speranza ovviamente,è che tale libertà non ci venga mai tolta da nessuno.

«Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
fi nem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,
seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero».

Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a te
quale sorte abbian dato gli dèi, e non chiederlo agli astri,
o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà:
se molti inverni Giove ancor ti conceda
o ultimo questo che contro gli scogli fi acca le onde
del mare Tirreno. Sii saggia, mesci il vino
– breve è la vita – rinuncia a speranze lontane. Parliamo
e fugge il tempo geloso: cogli l’attimo, non pensare a domani.

ORAZIO, «CARPE DIEM»

IL DOWNLOAD GRATUITO DI ALCUNI TESTI TRATTI DA "DIO=mc2" E "LA FUNZIONE D'ONDA DELLA REALTÀ", È EFFETTUABILE AL SEGUENTE LINK:
http://www.biolifestyle.org/it/index.php?ind=downloads&op=section_view&idev=6


Un caro saluto a tutti.

Fausto Intilla
www.oloscience.com

 

La macchina di Von Neumann
del 21-01-2007

Nel 1950,Von Neumann,ipotizzò una macchina in grado di autoriprodursi,il cui ciclo di replicazione risultava sorprendentemente simile a quello dei virus.Ne Il principio antropico,Barrow e Tipler spiegano con le seguenti parole il funzionamento di una macchina di Von Neumann:

“Nello schema di Von Neumann una macchina che si autoriproduce è composta di due parti, un costruttore e un deposito d’informazione che contiene le istruzioni per il costruttore.Quest’ultimo è una macchina che manipola la materia quanto è necessario per fare le varie parti della macchina autoreplicante e assemblarle nell’assetto finale.La complessità del costruttore dipende tanto da quella della macchina autoreplicante che dai materiali disponibili nell’ambiente.Il modello più generale di costruttore, detto costruttore universale,è una macchina,o se preferite un robot,capace di fare qualunque cosa purchè le si diano le istruzioni appropriate.(...)
Il deposito di informazione è costituito dalla memoria di un calcolatore contenente istruzioni dettagliate su come il costruttore deve manipolare la materia: per prima cosa fornisce le istruzioni per fare una copia di un costruttore senza deposito di informazione,o di un costruttore con una memoria di calcolatore vuota.Il deposito di informazione viene quindi duplicato,ovvero si registra l’informazione contenuta nella memoria del calcolatore.Da ultimo,il deposito di informazione e il costruttore vengono assemblati,così da formare una copia della macchina originale.La copia possiede tutta l’informazione dell’originale,ed è dunque capace di autoriprodursi nello stesso ambiente”.

Qualcuno a questo punto però,potrebbe obiettare sul fatto che la macchina di Von Neumann sia da intendersi come un’entità fisica aperta verso l’ambiente ad essa circostante(nonostante il fatto che sia in grado di autoriprodursi);e infatti avrebbe tutte le ragioni di questo mondo per farlo.La macchina di Von Neumann descritta da Barrow e Tipler,è certamente in grado di autoriprodursi,ma non è assolutamente in grado di autoalimentarsi,condizione essenziale per poter parlare di un’entità fisica aperta verso l’ambiente ad essa circostante.Tale macchina,per produrne delle altre simili ad essa in tutto e per tutto,deve compiere un lavoro,il che significa consumare dell’energia. Essa quindi potrà produrre soltanto un numero limitato di macchine, un numero che sarà in relazione ovviamente alla propria autonomia (ossia alla durata delle proprie batterie!).Le macchine che vengono prodotte,saranno a loro volta vincolate dalla quantità di energia di cui inizialmente dispongono, destinata a scemare man mano che esse ne producono delle altre.Per poter parlare quindi di una macchina, simile in tutto e per tutto ad un sistema vivente,ossia ad un’entità fisica aperta verso l’ambiente ad essa circostante e in grado quindi di autoalimentarsi e secondariamente di riprodursi,occorre che quest’ultima sia in grado di carpire costantemente energia dall’ambiente ad essa circostante ...senza mai usufruire di alcun intervento da parte dell’uomo!È sulla base di questi principi,che potremo elaborare,in un futuro sicuramente non molto lontano,una sorta di macchina ...a moto perpetuo.Per le macchine in grado di auto-replicarsi comunque,occorrerà aspettare ancora molto...moltissimo tempo.
La creazione di tali machine,in grado di rispecchiare dei veri e propri sistemi viventi,non è comunque impossibile.Una soluzione potrebbe essere quella di far sì che esse si alimentino con l’energia solare;ma purtroppo con la tecnologia di cui disponiamo oggigiorno,esse comunque non riuscirebbero ad accumulare costantemente quantità sufficientemente elevate di tale energia per potersi riprodurre.Occorrerà aspettare quindi ancora qualche centinaio d’anni, per produrre delle simili macchine.Finchè l’uomo non sarà in grado di progettare e produrre in serie,dei motori ad annichilazione totale,il film Terminator non avrà mai nulla di profetico.Credetemi.
Ammesso comunque che un giorno la scienza arrivi a creare dei mostri simili,ovvero delle macchine in grado di autoriprodursi,c’è da augurarsi che esse operino sempre e in qualunque caso per il bene dell’umanità.

“Le scienze,ognuna tesa nella propria direzione,finora non ci hanno nuociu-to gran che;ma un giorno,il confluire di frammenti di conoscienza dissociati schiuderà panorami della realtà talmente terrificanti...che o impazziremo per la rivelazione,o fuggiremo dalla sua luce mortale,cercando rifugio nella pace e nella sicurezza di nuovi secoli bui”.
H.P. Lovecraft
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Fausto Intilla
(Inventore-divulgatore scientifico)
www.oloscience.com

 

Sulla creatività
del 21-01-2007

Che cos’è un’idea?
È un’immagine che si dipinge nel mio cervello.Tutti i vostri pensieri sono dunque immagini? Certamente; poichè le idee più astratte altro non sono che figlie di tutti gli oggetti che ho percepito. Non pronuncio la parola essere in generale, solo perché ho conosciuto esseri particolari. Non pronuncio la parola infinito solo perché ho visto dei limiti, e respingo questi limiti nel mio intelletto per quanto posso; ho idee solo perché ho immagini nella testa“. (Voltaire)

La mente umana è definita da un complesso gioco di interazioni fra due tipi di coscienza: razionale ed intuitiva.
La coscienza razionale, trae origine dalle esperienze quotidiane che abbiamo interagendo con oggetti ed eventi del nostro ambiente. Una coscienza che potremmo definire il frutto di un pensiero costretto a fluire prevalentemente attraverso strutture binarie, nelle quali ogni cosa viene sistematicamente e inesorabilmente ordinata, misurata, divisa, confrontata e catalogata.
Il Buddhismo, definisce questa interminabile serie di distinzioni psichiche di opposti (concepibili unicamente in reciproco rapporto): coscienza (o conoscenza) relativa.
La coscienza relativa, presenta una fondamentale caratteristica: l’astrazione. Tale caratteristica è dovuta al fatto che, per poter confrontare, ordinare e selezionare l’immensa varietà di oggetti, di forme e di fenomeni che ci circondano, non si possono prenderne in considerazione tutti gli aspetti, ma se ne devono scegliere solo alcuni significativi. Ogni cosa quindi, in questo stato di coscienza, viene ridotta ai propri contorni. Usando le stesse parole di F. Capra, possiamo dire che: “La coscienza razionale è un sistema di concetti astratti e di simboli, caratterizzata dalla struttura lineare e sequenziale tipica del nostro modo di pensare e di parlare. Nella maggior parte dei linguaggi questa struttura lineare è resa esplicita dall’uso di alfabeti che servono a comunicare esperienze e riflessioni con lunghe file di lettere“.
È facilmente intuibile quindi che la realtà ultima delle cose, la Realtà Assoluta (espressa dalla filosofia cinese con l’antico simbolo chiamato T’aichi T’u, in cui Yin e Yang sono i due componenti di una simmetria rotazionale in continuo movimento ciclico), quella che il pensiero umano, essendo caratterizzato da strutture lineari e sequenziali non potrà mai raggiungere e toccare, è destinata a rimanere al di fuori di ogni possibile schema di ragionamento e quindi indimostrabile.
Esistono quindi, secondo il Buddhismo e molte altre religioni o filosofie orientali, due tipi di coscienza (o conoscenza): una „coscienza relativa“ e una „coscienza assoluta“; come esistono due tipi di „verità“: una verità condizionale e una verità trascendentale. Considerando quindi che esistono ben due diverse realtà, una „assoluta“ ed una assai più ridotta relativa al pensiero umano, possiamo tranquillamente distinguerle in :“realtà assoluta“ e„realtà condizionale“.
La conoscenza assoluta delle cose (presumibilmente quella intuitiva), riusciamo talvolta a sfiorarla in quei millesimi di secondo in cui il nostro pensiero imbocca alcune strutture binario-analogico deduttive del nostro cervello, nelle quali, in un tempo infinitamente piccolo, vengono analizzate, elaborate e fatte interagire milioni e milioni di informazioni relative per il 10% alla nostra realtà condizionale e per il restante 90% ad una realtà semi-assoluta che concepiamo unicamente ad un livello inconscio.
In tali frazioni di secondo infinitamente piccole, scaturiscono talvolta dalla mente umana, le intuizioni.
Secondo William James: “La normale coscienza dello stato di veglia, che chiamiamo coscienza razionale, è soltanto un tipo di coscienza particolare, mentre tutto intorno ad essa, separate da schermi sottilissimi, esistono forme potenziali di coscienza completamente diverse“.
Le intuizioni, per una comune mente umana, sono estremamente rare e preziose. Il frutto di ogni intuizione, lo si può descrivere unicamente in termini matematici (affinchè ciò che si intende definire o dimostrare risulti chiaro ed evidente nel modo più assoluto); e non vi è e non vi è mai stato nessuno scienziato al mondo che almeno una volta nella vita non abbia utilizzato delle leggi fisiche o matematiche per definire il frutto o i frutti delle sue intuizioni. Einstein per esempio, sfruttò il suo intuito per definire la stretta connessione che sussiste tra spazio e tempo (ricavandone tutta la Relatività), fu il suo intuito a permettergli di stabilire l’uguaglianza tra massa ed energia (E=mc2). De Broglie a sua volta, intuì che mc2 è uguale al prodotto della frequenza delle vibrazioni (f ) per la costante di Plank (h), e questo ben ventitre anni dopo che Plank aveva definito l’energia come il prodotto di hf. Ci vollero poi altri quattro anni prima che Heisenberg, nel 1927, intuisse e quindi formulasse il principio di indeterminazione.
Da questi esempi riusciamo a capire ancor meglio quanto delle „semplici“ intuizioni possano essere estremamente rare e preziose per un comune essere umano (anche se dotato di grande intelligenza). La matematica è la Voce di Dio, poiché come disse Pitagora:“Tutto è numero“. Galileo si dichiarò invece convinto che il Libro della Natura sia scritto in linguaggio matematico. Persino Einstein, quando verso la fine della sua vita disse: “Mi domando fino a che punto la natura faccia sempre lo stesso gioco“, si riferiva al fatto che, dove termina il pensiero razionale umano, inizia quello di Dio, definito essenzialmente da numeri reali e irrazionali, con un complesso e neppur lontanamente immaginabile sistema di funzioni algebriche (anche se in molti potrebbero intenderla diversamente). Il futuro si cela dietro il nostro pensiero razionale e binario, ma basta una semplice intuizione ed esso è presto smascherato. Passato, presente e futuro hanno tutti uno stesso comun denominatore, definito da un semplice e breve nome femmineo: Analogia.
Ed è questo comun denominatore che talvolta lascia intravedere alla mente umana, come disse William Blake: “l’Universo in un granello di sabbia e l’Eternità in un’ora“. Ogni intuizione della mente umana, non è nient’altro che una misera parte di quella infinita matrice composta da numeri reali e irrazionali (e forse anche complessi e immaginari), che potremmo definire la:“Mente di Dio“.
Il pensiero del matematico Georg Cantor riuscì a toccare almeno un aspetto di questa infinita matrice; ma quando si propose di dimostrare l’inesistenza di insiemi infiniti di potenza intermedia tra quella dei numeri naturali e quella dei numeri reali (chiamata Ipotesi del Continuo), si dice che nel tentativo di giungere a tale dimostrazione sia stato travolto dalla follia (il problema è rimasto tuttora irrisolto). Il matematico Kurt Gödel dal canto suo, parlando degli assiomi di scelta, disse: “Anche degli oggetti della teoria degli insiemi, per quanto siano lontani dall’esperienza sensoriale, abbiamo una qualche percezione, come si può vedere dal fatto che gli assiomi ci impongono la propria verità. Non vedo alcuna ragione per cui di questo tipo di percezione, cioè dell’intuizione matematica, dovremmo fidarci meno che della percezione sensoriale(…) Anche quegli enti possono rappresentare un aspetto della realtà oggettiva“.

„Guarda il cielo, la terra, il mare; tutto ciò che è luminoso in essi o sopra di essi; tutto ciò che striscia, vola o nuota; tutte queste cose hanno forma perché tutte hanno numero. Togli loro il numero ed esse non saranno più nulla (…) Domanda che cosa ti allieta nella danza e il numero ti risponderà: “Eccomi, sono io“. Osserva la bellezza della figura umana e scoprirai che ogni cosa è al suo posto grazie al numero. Osserva la bellezza del movimento del corpo e scoprirai che ogni gesto è al momento giusto grazie al numero”.(St.Agostino)

Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico)www.oloscience.com

 

IL TETRAEDRO: Simbolo della vita?
del 21-01-2007

E se fosse il TETRAEDRO il simbolo della vita?

La Silice (SiO2;il 2 ovviamente sta a pedice),è un solido che ha la costituzione atomica delle macromolecole.La sua struttura è rappresentabile con un reticolo,in cui ogni atomo di Si è unito a 4 atomi di Ossigeno e ogni atomo di Ossigeno è legato a 2 atomi di Si.
Volendo comunque rappresentare nello spazio una molecola di Silice,potremmo appunto usare il famoso tetraedro.Avremmo così al centro l'atomo di Si,e ai quattro angoli-spigoli del tetraedro i rispettivi atomi di Ossigeno.
La Silice in natura si trova in tre modificazioni principali:
-quarzo (formato da grossi cristalli romboedrici)
-calcedonio (microcristallino)
-opale (amorfo,idrato e colloidale)

Tra questi tre stati della Silice,è interessante osservare questo:
Il Quarzo,presenta il fenomeno della piezoelettricità (ossia si elettrizza per compressione).I composti del Silicio (lasciando perdere le ceramiche,i silicati e i miscugli amorfi dei silicati,come il vetro,ad esempio), guarda caso,sono costituiti da Idrogeno e Ossigeno (2 elementi fondamentali per l'originarsi della vita nelle forme che noi conosciamo).Tali composti sono i seguenti:
-I silani (la cui formula generale è: Si(n)H(2n+2) ;le parentesi indicano valori a pedice.
-L'anidride silicica : H(2)SiO(3) = H(2)O + SiO(2) ;le parentesi indicano valori a pedice.
-Gli acidi del Silicio (anch'essi ottenuti con legami di H e O )

Anche il metano,un notissimo idrocarburo la cui formula grezza è CH4(il 4 sta a pedice)si potrebbe rappresentare nello spazio con uno schema a tetraedro; dove al centro abbiamo il Carbonio,e ai quatro angoli-spigoli del tetraedro gli atomi di Idrogeno (vedi formula di struttura).
Ciò che si evince osservando tutti i tipi di idrocarburi(le paraffine,gli etilenici,i dienici e gli acetilenici),è che essi sono composti binari costituiti solo da carbonio e idrogeno;ovvero da due elementi fondamentali per l'originarsi di qualsivoglia forma di vita...terrestre.

Per concludere il discorso sui vari composti chimici costituiti da elementi
fondamentali per l'originarsi della vita,vorrei attirare un attimino la vostra attenzione sul famoso esperimento di Stanley Miller del 1953.
Come forse saprete,egli nel suo esperimento usò i seguenti composti allo stato liquido
(metano,ammoniaca,acqua e idrogeno).Riscaldando questa miscela e raccogliendone il gas in una ampolla in cui vi erano degli elettrodi per creare (nel suo interno)delle scariche elettriche,e infine raccogliendo nuovamente la miscela allo stato liquido (dopo aver fatto passare il gas attraverso un condensatore),Miller si accorse che quest'ultima risultava "contaminata" da vari composti organici (tra cui gli aminoacidi)che in origine non c'erano!
Ora io mi chiedo,e se Miller vi avesse aggiunto anche l'anidride silicica o qualche acido del Silicio (ossia qualche suo composto) all'interno di quella famosa miscela,prima di surriscaldarla? Quali risultati avrebbe dato l'esperimento? Sarebbe cambiato qualcosa?
Si sarebbero ottenuti ugualmente quei composti organici,aminoacidi e via dicendo?

Fausto Intilla
(Inventore-divulgatore scientifico)
www.oloscience.com


 

Corpi invisibili?
del 21-01-2007

Fonte: http://www.ecplanet.com/canale/tecnologia-...t/ecplanet.rxdf
Susumi Tachi, professore d'ingegneria dell'Università di Tokyo, ha portato a termine uno strabiliante esperimento di “optical camouflage” (cammuffamento ottico) con l'aiuto di un giovane ricercatore, Kazutoshi Obana.

Il sistema X'tal Vision (Crystal Vision) è concettualmente molto semplice: grazie a una superficie trattata in maniera da essere opportunamente riflettente (come un impermeabile), una o più microcamere, un computer e un gioco di specchi, riesce a proiettare sull'oggetto da rendere invisibile l'immagine stereoscopica trattata al computer di ciò che in realtà sta dietro l'oggetto, dando così l'illusione della trasparenza, in modo che chi guarda è come se vedesse “attraverso” l'oggetto.

Per rendere possibile tutto questo, il sistema ha bisogno di un refresh continuo delle immagini provenienti dalle microcamere che riprendono ciò che sta dietro e lo riproducono davanti. Ma la vera chiave di tutto il sistema è un nuovo materiale chiamato “retro-reflectum”, che consente la visione di immagini tridimensionali. Il Professor Tachi lavorava all'idea di produrre oggetti invisibili dal 1977, ma finora tutti i tentativi erano falliti perché le immagini risultavano piatte e irreali. Grazie al retro-reflectum oggi quelle stesse immagini sono diventate vive, rendendo visibile l'invisibile.

Filmati:
http://www.youtube.com/watch?v=IIMWJMr_u24
http://video.google.it/videoplay?docid=-6083311613551695956
http://projects.star.t.u-tokyo.ac.jp/projects/MEDIA/xv/

Secondo Tachi, la sua tecnica potrebbe rendersi utili in molte applicazioni, in medicina, per permettere ai chirurghi di tenere sempre sott'occhio le proprie dita, in campo aeronautico, per spalancare nuove visioni ai piloti di aerei che potrebbero vedere al di là delle pareti degli aeroveicoli, o anche allo sviluppo di muri invisibili senza finestre. L'invenzione di Tachi potrebbe anche stimolare la fantasia criminale di intraprendenti “uomini invisibili”, come quello immaginato da H.G.Wells nel suo racconto del 1897.

Nel frattempo, due studiosi americani - Philip Moynihan e Maurice Langevin - hanno messo a punto per il Jet Propulsion Laboratory della Nasa un'altra tecnica chiamata “adaptive camouflage” (mimetizzazione adattiva) pensata nello specifico per usi militari: i soldati del futuro svaniranno letteralmente dai campi di battaglia grazie a speciali tute camaleontiche ricoperte di minuscoli schermi a cristalli liquidi, o al plasma, dotati di particolari sensori Aps (Active-pixel sensor), in pratica una rete in fibra ottica di microcamere collegate che filmano l'ambiente circostante per riprodurlo in tempo reale sui display. E così, grazie al simulacro digitale, si materializza l'eidolon platonico, che si sostituisce alla realtà con la veracità della mimesi.

COMMENTO PERSONALE ALL’ARTICOLO QUI ESPOSTO:

In un filmato si vedono alcune parti dello scheletro del soggetto che fa uso di tale tecnologia, come accade quando si osservano delle lastre radiografiche (radiografie).
Ebbene ciò sarebbe possibile solo se quelle microcamere a fibre ottiche che rivestono il materiale in questione,usassero onde elettromagnetiche ad alta frequenza (come i raggi X ad esempio)in uscita,in grado di entrare in risonanza* con le onde elettromagnetiche in entrata (luce visibile,dai 370 ai 670 nm di lunghezza).Se fosse realmente questo il principio che sta alla base di tutto il sistema, quel FDP che l'ha ideato presto o tardi finirà in galera,probabilmente (tutto dipenderebbe dalla quantità di radiazioni che i suoi dispositivi emettono,sicuramente sempre accettabilissimi per il Dipartimento della Difesa di qualsiasi governo,ma non in campo civile).

(* senza la risonanza tra i due tipi di onda non sarebbe possibile
il calcolo algoritmico per la ri-creazione delle immagini)

Discussione comparativa:
http://www.ufologia.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=4766

Fausto Intilla
(Inventore-divulgatore scientifico)
www.oloscience.com


 

DNA a più eliche
del 21-01-2007

Articolo: http://www.disinformazione.it/evoluzionedna.htm

BREVE COMMENTO ALL'ARTICOLO:

Si consideri inizialmente questo:
Agli inizi degli anni 60 è stato dimostrato che l'informazione genetica per poter essere espressa deve passare:
a) dal DNA all'RNA attraverso il processo di sintesi dell'RNA o trascrizione.
b)dall'RNA alla proteina attraverso il processo di sintesi proteica o traduzione

Stando al dogma centrale della genetica molecolare,l'RNA può ricevere l'informazione solo dal DNA e le proteine che "emergono" dal processo di traduzione,solo dall'mRNA.Il DNA invece può ricevere la sua informazione genetica solo da una precedente molecola di DNA (solo in alcuni casi questo dogma non è rispettato,ma possiamo anche tralasciare in questo contesto tale dettaglio).Prendendo come esempio i procarioti,si consideri che la RNA polimerasi deve poter riconoscere dei segnali di inizio e di termine della trascrizione e polimerizzare i ribonucleotidi esattamente come dettato dalle sequenze dei nucleotidi dello "stampo".
La copiatura fedele è un fatto essenziale in quanto nella cellula non sono presenti sistemi che possono correggere eventuali errori di trascrizione.
Fatta questa premessa,andiamo avanti...

È vero (nessuno ormai ne dubita)che la doppia elica può assumere conformazioni differenti (ad esempio,la forma "B",che trova le sue basi nel modello del DNA di Watson e Crick,o la forma "Z",ma ve ne sono molte altre).La sequenza delle basi sembra svolgere un ruolo importante per la determinazione del tipo di conformazione che il DNA può assumere.In ogni caso si sa ancora poco sul ruolo delle diverse forme del DNA.Il processo di replicazione richiede anzitutto un parziale svolgimento e separazione dei due filamenti della doppia elica in modo che questi possano fare da "stampo" per i filamenti complementari.Come questo avvenga è poco noto,anche se sono state identificate alcune proteine che sono certamente coinvolte in questa importante fase del processo.
Ciò che si evince da tutte queste considerazioni,è l'estrema complessità che caratterizza tutti i processi di trascrizione e traduzione (sia per gli eucarioti che per i procarioti),forse già al limite dell'accettabile.Ipotizzando quindi una sorta di DNA che sia costituito da tre o più eliche (ovvero un DNA ancora più complesso dell'attuale),dovremmo anche tenere in considerazione quindi, che la conseguente complessità relativa ai processi di trascrizione-traduzione,raggiungerebbe sicuramente dei livelli insostenibili;portando così l'organismo in questione (più che ad un'evoluzione psico-fisiologica),ad un inevitabile "collasso" (sotto qualsiasi punto di vista).

Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico)www.oloscience.com

 

Sulla nascita della vita
del 21-01-2007

Vis Vitalis
"Se noi vogliamo dare il nome di anima a tutto quello che ha percezioni e appetizioni (...), tutte le sostanze semplici o monadi create possono essere chiamate anime".
Leibniz

La scienza purtroppo fin'ora, non è ancora riuscita a dare una definizione chiara e completa, al concetto di "vita"; ossia, ciò che non si è ancora riusciti a capire è il motivo per cui determinate forme complesse di energia (stabili) diano origine a delle entità biologiche (o meglio sarebbe dire:si presentino sotto forma di E.B), mentre altre no. Ebbene in questo paragrafo, esporrò su tale argomento, una brevissima teoria prettamente personale e quindi del tutto confutabile, che si propone principalmente di porre in un altro punto focale e quindi in un'altra ottica di idee, i concetti con cui vengono definite le parole "vita" ed "anima". Inizierò quindi con suddividere le varie forme di energia presenti in natura, in tre principali modelli tipologici, definiti in base alle caratteristiche di stato dell'energia che vien presa in considerazione. Otteniamo così tre distinte classi energetiche che ho così denominato:
a) Energia primaria: è rappresentata da forme complesse di energia (stabili), inattive e di durata più o meno illimitata (difficilmente degradabili in natura e di durata illimitata in assenza di agenti atmosferici, ossia nello spazio). In questa classe rientrano quindi tutti quei corpi che vengono comunemente definiti inerti.
b) energia secondaria: è rappresentata da forme complesse di energia (stabili), attive (E.B) che possono restare tali (attive), unicamente assorbendo continuamente energia e formando quindi un sistema o ciclo di scambio energetico. Il fattore tempo in questo caso, altera le funzionalità dell'E.B intesa come mezzo di scambio energetico. L'E.B diventa inattiva (ossia non assorbe più energia) e facilmente degradabile, quando si interrompe (per cause naturali o artificiali) il ciclo energetico confinato nella natura dell'E.B (cyclus mater) oppure il ciclo energetico definito dall'E.B e l'ambiente ad essa circostante (ciclo sistemico o primario). In ternini popolari, tale fenomeno è in sintesi definito dalla parola morte. La fase di degradazione dell'E.B inizia dapprima con la cessazione dell'attività cinetica dell'intera entità (ovviamente se si tratta di un'E.B appartenente al regno "animale". Il perché ho messo tra virgolette il termine animale, lo capirete quando in seguito scoprirete quanto siano sottili e difficili da stabilire, quando si analizzano le caratteristiche di entità microscopiche, i confini tra regno animale e regno vegetale), e poi con la graduale cessazione dell'attività di scambio energetico, di tutti gli elementi (molecole organiche) che la costituiscono.
c) Energia terziaria: è rappresentata dal calore e da altre forme di energia dispersiva.
Ora, la domanda da un milione è la seguente:
"Da cosa nasce l'attività cinetica di un'entità biologica?"
Ebbene per stabilirlo, occorre innanzi tutto prendere in considerazione i seguenti aspetti della natura, descrivibili in termini fisici e quindi facilmente concepibili: alcuni elementi (C,H,O,N; tra cui l'elemento principale è il Carbonio, poiché è sempre presente in qualsiasi molecola organica), combinandosi tra loro danno origine a dei composti o molecole organiche che, a dipendenza del numero degli elementi di cui sono formati, vengono denominati binari, ternari o quaternari. Due composti, anche se formati entrambe dallo stesso tipo di elementi ed hanno quindi la stessa formula grezza, possono differire notevolmente l'uno dall'altro a causa di una loro differente formula di struttura (tale fenomeno é detto Isomeria di struttura ed è dovuto ad una differente unione degli atomi fra loro) oppure a causa di una diversa posizione occupata da qualche atomo o gruppi atomici (isomeria di posizione).Qualsiasi molecola organica, per poter "sopravvivere", deve costantemente assorbire energia dall'ambiente ad essa circostante, per poi immetterla nuovamente in tale ambiente, sotto forma di calore.
Durante questa fase o ciclo energetico, la molecola in questione presenta delle oscillazioni infinitamente piccole (attività cinetica), dovute al costante scambio energetico tra la molecola stessa e l'ambiente ad essa circostante. Qualsiasi molecola organica (o entità biologica) è quindi concepibile come un mezzo di scambio energetico. (In realtà tutti i composti di natura inorganica sono costituiti da atomi in costante vibrazione, e si potrebbero quindi anch'essi concepire come dei mezzi di scambio energetico, solo che, anche combinandosi tra loro in infiniti schemi, avranno sempre una potenzialità di scambio energetico estremamente bassa e quindi non potranno mai in ogni caso manifestare, neppure la più misera attività cinetica). In tale ottica di idee, occorre quindi considerare il carbonio, come un elemento dotato di un'alta PSE (potenzialità di scambio energetico).
Tale elemento, combinandosi con altri elementi (H,O,N) molto probabilmente anch'essi dotati di una certa PSE, accresce notevolmente la sua PSE dando origine al fenomeno dell'attività cinetica (oscillazioni), più o meno impercettibili, delle molecole organiche. La PSE delle molecole organiche, accresce in modo esponenziale quando queste ultime si combinano tra loro formando composti organici costituiti da milioni di molecole.
Ora resta comunque il seguente enigma: perché alcuni "milioni" di molecole organiche danno origine per esempio ad un batterio (ossia ad una entità biologica auto-organizzantesi) mentre altri "milioni" di molecole danno origine a delle comuni cellule vegetali?
Ebbene una risposta potrebbe essere la seguente: quando la PSE di un determinato composto organico accresce oltre ogni limite, innesca in tale composto un'attività cinetica così elevata da riuscire a provocare al suo interno, una sorta di reazione in cui tutti i circuiti molecolari (definiti da determinate reazioni chimiche di scomposizione degli elementi), si uniscono secondo determinati schemi e danno quindi origine ad una sorta di "intelligenza" il cui principale scopo è quello di coordinare l'attività cinetica dell'intero composto organico al fine di ottenere un determinato modello di auto-organizzazione energetica, all'insegna del più basso spreco di energia.
Ecco forse come nascono i batteri e tante altre entità biologiche "pensanti"; ecco forse come nasce la vita animale.
Di una cosa l'uomo può sicuramente vantarsi, ossia di essere il più complesso mezzo di scambio energetico presente sulla Terra.

Fausto Intilla
(Inventore-divulgatore scientifico)
www.oloscience.com


 

Mini buchi neri al CERN: Commento
del 21-01-2007

Articolo: http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2006/12_Dicembre/4/buchi_neri.shtml

COMMENTO PERSONALE ALL'ARTICOLO:

Basandoci unicamente sulle previsioni di Hawking,in teoria non dovremmo preoccuparci di nulla;in quanto tali mini-buchi neri si “auto-distruggerebbero” (per effetto della “radiazione di Hawking”), “evaporando” in circa 10^-42 secondi.

Ciò che invece mi preoccupa,sono le considerazioni di Penrose sull’esistenza proibita dei buchi bianchi, a causa dell’ipotesi della curvatura di Weyl.
Secondo Penrose: “(…) tale ipotesi [curvatura di Weyl] introduce nella discussione un’asimmetria rispetto al tempo che non fu presa in considerazione da Hawking.Si dovrebbe sottolineare che,poiché i buchi neri e le loro singolarità spaziotemporali hanno in effetti una parte importante nella discussione di ciò che accade all’interno della scatola di Hawking,è certamente in gioco la fisica ignota che deve governare il comportamento di tali singolarità. Hawking adotta il punto di vista che questa fisica ignota dovrebbe essere una teoria della gravità quantistica simmetrica rispetto al tempo,mentre io sostengo che essa è la GQC (gravità quantistica corretta […secondo Penrose] )”.

[Si consideri che tutto il castello fisico-matematico costruito da Hawking attorno al concetto di "buco nero",implica anche l'esistenza dei cosiddetti "buchi bianchi".Mettendo quindi in discussione la possibile esistenza di questi ultimi, implicitamente metteremmo in discussione anche quella dei buchi neri; il chè farebbe crollare,su tale argomento, l'intero castello fisico-matematico di Hawking.In teoria quindi potrebbero anche esistere gli ormai famosi buchi neri,ma ciò comunque non implicherebbe che debbano forzatamente obbedire alle leggi di Hawking.Riflettendo sulle “obiezioni” di Penrose,credo che a tal proposito,sarebbe interessante uno studio della struttura interna di un Buco Nero non statico in teorie non-lineari della gravitazione. Una simile indagine sarebbe motivata
dal fatto che modificazioni profonde della lagrangiana di Einstein-Hilbert intervengono vicino alla scala di Plank per generare contributi non lineari nello scalare di curvatura e nel tensore di Weyl. Occorrerebbe quindi eseguire una classificazione delle soluzioni
stabili di tipo Buco Nero,con particolare riferimento alla struttura della singolarità presente nell’orizzonte di Cauchy].

Non ci resta quindi che attendere i risultati degli esperimenti che verrano eseguiti quest'anno al CERN…nella speranza che non accada l’irreparabile.
__________________
Fausto Intilla
(Inventore-divulgatore scientifico)
www.oloscience.com


 

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