HOME PAGE JANULA CASSINO NOTIZIE GENTE UNIVERSITA' BLOG AFFARI EVENTI AIUTO! Accesso Area Riservata Cittadini di Janula Accesso Area Riservata Operatori Aumenta la dimensione dei caratteri
Main Page Blog
Scelta dei Blog
Ultimi 100 Blog
Ultimi 100 articoli
Top 100 Blog!
Blog per Categoria
Indefinibile
Cultura
Lavoro
Passioni
Personale
Scrittura
Società
Gestione dei Blog
Crea un nuovo Blog
Scrivi sul tuo Blog
Registrazione a Janula.it
Registrazione come Cittadino di Janula


Username:  Password:  
Password dimenticata?   Registrazione Nuovo Utente 


Enigmi e Misteri della Scienza di Confine
I sentieri del caso,nel regno del transpersonale
Blog di Fausto Intilla
Consultato 38234 volte

NSA e controllo psichico
del 21-01-2007

Riporterò ora qui di seguito degli stralci di un articolo apparso sulla rivista Nexus (ed.italiana) nell'agosto del '96, in cui, stando alle opinioni degli autori, verrebbero svelate le attività segrete della US National Security Agency:

„La NSA di Ft. Meade nel Maryland ha potuto disporre, sin dai primi anni sessanta, dei più avanzati computer a livello mondiale, ed ha sviluppato ed applicato le sue tecnologie in segretezza rispetto a società private, ambienti accademici ed opinione pubblica.
(...) La missione di spionaggio dei segnali della NSA si è evoluta in direzione di un programma di decodificazione delle onde EMF (Frequenze elettromagnetiche) nell'ambiente per l'intercettazione di computer senza l'uso di cavi e l'individuazione di persone tramite le cariche elettriche dei loro corpi. Lo spionaggio dei segnali si basa sulla nozione che nell'ambiente qualsiasi cosa dotata di carica elettrica possiede intorno a sé un flusso magnetico che emette onde EMF; la NSA e il Dipartimento della Difesa hanno sviluppato delle esclusive attrezzature digitali avanzate che possono analizzare a distanza tutti gli oggetti dotati di attività elettrica, siano essi organici o costruiti dall'uomo.
(...) La rete di sorveglianza elettronica della NSA, (...) ha la capacità di condurre operazioni di controllo psicologico occulto per fare in modo che ad un soggetto venga diagnosticata una malattia mentale. (...) questa rete si basa su dei congegni a composizione cellulare che possono controllare l'intero spettro EMF.
(...) Il campo bioelettrico di un soggetto può essere individuato a distanza in modo che tale soggetto sia controllato ovunque si trovi. Tramite le speciali apparecchiature EMF i crittologi della NSA possono leggere a distanza i potenziali evocati dalle EEG; questi potenziali possono essere decodificati in pensieri e stati mentali di una persona; tale soggetto viene quindi controllato a distanza. Gli agenti NSA possono sintonizzarsi su chiunque all'interno degli USA (...).
Lo spionaggio dei segnali della NSA usa la stimolazione EMF del cervello per il Controllo Neurale a Distanza (RNM) e per la Connessione Elettronica del Cervello (EBL).
(...) La NSA dispone di attrezzature elettroniche esclusive che analizzano a distanza l'attività elettrica negli esseri umani; la loro mappatura del cervello generata dal computer può controllare in continuazione tutte le attività elettriche del cervello. La NSA registra e decodifica mappe del cervello individuali (relative a centinaia di migliaia di persone) per scopi di sicurezza nazionale; la stimolazione EMF del cervello è anch'essa segretamente adoperata dai militari per collegamenti cervello-computer (ad esempio nei caccia militari da combattimento).
(...) Per scopi di sorveglianza elettronica l'attività elettrica dei centri del linguaggio del cervello può essere tradotta in pensieri verbali del soggetto: l'RNM può inviare alla corteccia uditiva del cervello dei segnali in codice, permettendo così comunicazioni audio dirette col cervello (scavalcando le orecchie).
Gli agenti NSA possono farne uso in segreto per debilitare i soggetti, stimolando in essi allucinazioni uditive tipiche della schizofrenia paranoide.
(...) Senza alcun contatto con il soggetto, il Controllo Neurale a Distanza (RNM) può tracciare l'attività elettrica della corteccia visiva del cervello di un soggetto e mostrare immagini del cervello del soggetto su un monitor video; gli agenti NSA vedono ciò che gli occhi del soggetto sotto controllo stanno vedendo e possono vedere anche la memoria visiva. L'RNM può inviare immagini direttamente alla corteccia visiva,“scavalcando“ occhi e nervo ottico; in tal modo gli agenti NSA possono collocare furtivamente immagini nel cervello del soggetto sotto controllo, mentre esso si trova in stato di sonno REM, per scopi di programmazione cerebrale.
(...) Discorsi, suono a 3D e audio subliminali possono essere inviati alla corteccia uditiva del cervello del soggetto e immagini possono essere inviate alla corteccia visiva: l'RNM può alterare le percezioni, gli stati d'animo ed il controllo motorio di un soggetto.
(...) Lo spionaggio dei segnali della NSA possiede la capacità esclusiva di controllare a distanza e in modo non invasivo le informazioni contenute nel cervello umano, decodificando digitalmente i potenziali provocati dalle emissioni elettromagnetiche del cervello nella gamma da 30 a 50 Hz, 5 milliwatt. L'attività neuronale del cervello crea un modulo elettrico mutevole che possiede un flusso magnetico mutevole e tale flusso emette un'onda elettromagnetica (EMF) costante di 30-50Hz, 5 milliwatt.
Nell'emissione elettromagnetica del cervello sono contenuti dei picchi e degli schemi chiamati: “potenziali evocati“.
(...) Ogni pensiero, reazione, comando motorio, evento uditivo e immagine visiva del cervello ha un corrispondente potenziale evocato o serie di potenziali evocati. Le emissioni EMF del cervello possono essere decodificate in pensieri attuali, immagini e suoni nel cervello del soggetto. Lo spionaggio dei segnali della NSA adopera la Stimolazione del Cervello via EMF come sistema di comunicazione per trasmettere informazioni (come anche messaggi al sistema nervoso) agli agenti dei servizi ed anche per trasmettere ai cervelli degli elementi impegnati in operazioni segrete (ad un livello non percepibile).
(...) La stimolazione EMF del cervello funziona inviando un segnale elettromagnetico ad impulsi codificato in modo complesso per far scattare i potenziali evocati (eventi) nel cervello, formando così immagini visive e sonore nei circuiti neurali del cervello; la stimolazione EMF del cervello può inoltre alterare gli stati mentali di una persona ed influire sul controllo motorio.
(...) Il Collegamento Cerebrale a due vie viene eseguito controllando a distanza informazioni audiovisive neurali e nel mentre trasmettendo immagini vaghe alla corteccia visiva:le immagini appaiono nel cervello come schermi fluttuanti a due dimensioni“.

Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico)www.oloscience.com

 

Simmetrie olografiche
del 21-01-2007

"A volte ciò che non ci è dato di concepire,è il risultato di un'interazione tra mondi consimili,ma sfortunatamente posti in modelli di spazio differenti. Credete voi forse che il tre-barre di Oscar Reutersvärd sia un oggetto impossibile da concepire per un individuo che si ritrovi a vivere in un modello di spazio iperbolico? (Provate a giocherellare con un suo modello in gommapiuma).La mente umana sarebbe in grado di concepire anche l'impossibile, se solo potesse uscire da determinati modelli (o strati) di spazio olografico entro i quali si trova costantemente intrappolata.La quantità immensa di informazione che costituisce la mente di un essere umano (di media età, intelligenza e cultura), è strettamente vincolata,nel modo di muoversi attraverso altre strutture olografiche della realtà ad essa circostante,da determinati schemi biofisici che hanno avuto modo di concretizzarsi e quindi di assumere un aspetto ben definito e più o meno costante nel tempo (mi riferisco ovviamente al fenomeno dell'autopoiesi e alle rispettive analogie con quello dei sistemi dissipativi di Prigogine),durante il susseguirsi di milioni di anni di evoluzione.Tali vincoli,tra la mente umana e le sue potenziali capacità migratorie attraverso altri strati olografici, si fanno comunque via via sempre più deboli e inconsistenti man mano che il grado di elaborazione analogica del pensiero umano assume valori più alti,a scapito della vecchia impronta mnemonica di stampo binario.
Il giorno in cui a gran parte dell'umanità sarà concesso di accedere alle meraviglie della psicocinesi e della chiaroveggenza non è indubbiamente assai vicino,ma neppure molto lontano.L'evolversi del sistema mente-corpo-realtà ad esso circostante,è il risultato di una costante interazione tra questi tre elementi (integrati nell'olomovimento di Bohm),paragonabile a quella che definisce i fenomeni non lineari della dinamica classica e a quella che definisce i fenomeni non-locali della meccanica quantistica.Questo continuum evolutivo di tale modello olografico della realtà potrebbe tuttavia,in un futuro assai lontano,entrare in risonanza con altri modelli di stato olografico in cui ogni entità fisica (sia essa animata o inanimata)si presenterebbe,grazie ad una perfetta sintonia di frequenza (vibrazione) tra le parti interagenti del sistema, scevra da ogni vincolo inerente alla sua natura,in quanto a massa,densità,moto e posizione e da ogni vincolo inerente alla natura dell'ambiente ad essa circostante (attrazione gravitazionale,pressione atmosferica, ecc ...) . Solo accettando questa premessa,possiamo immaginare un futuro in cui l'uomo sia in grado di spostare gli oggetti a distanza con la sola forza del pensiero o di visualizzare determinati eventi ancor prima che si verifichino.Ogni entità biologica altamente pensante(mi riferisco soprattutto al genere umano poichè,parafrasando Leibniz,non potremmo di certo includere le monadi nell'insieme delle entità biologiche altamente pensanti) di questo pianeta,la si può immaginare come un immenso accumulo di informazione (o bytes di memoria)super-organizzata,dinamica e in continuo evolversi, un'informazione che si rinnova costantemente e talvolta accresce entro determinati limiti;supporre quindi che possa innescarsi in un futuro assai lontano una sorta di interazione o risonanza energetica tra i vari stati olografici che compongono il nostro Universo, dando così luogo a dei fenomeni che trascendono ogni principio di ordine fisico tra le diverse forze elementari della natura (materializzazione degli oggetti con la sola forza del pensiero,psicocinesi,ecc...),non sarebbe a questo punto (a mio avviso)troppo azzardato.Tutti gli eventi fisici che rientrano nella categoria dei cosiddetti fenomeni paranormali,poichè sostanzialmente indefinibili e quindi inconcepibili da un punto di vista che rispecchi i canoni della fisica ortodossa, abbracciando l'ipotesi di un Universo olografico trovano immediatamente una spiegazione logica (difficile da capire e di non facile intuizione;a tal proposito vi consiglio vivamente la lettura del libro: The olographic Universe,di Michael Talbot,1991).
È risaputo ormai da tempo immemorabile,che l'energia di un sistema dato si conserva sempre (nulla si crea e nulla si distrugge,tutto si trasforma),e ciò sta alla base del primo principio della termodinamica.Non tutte le forme di energia comunque sono in grado di auto-organizzarsi,ovviamente mi riferisco al calore e ad altre forme di energia dispersiva.La domanda da un milione che vi pongo quindi a questo punto è la seguente:se l'informazione rappresenta in definitiva il costituente fondamentale dell'energia,può essa stessa auto-organizzarsi attraverso strutture caotiche e dispersive di energia? Bè, accettando l'assunto che tutti i fenomeni di natura paranormale siano effettivamente del tutto reali per il soggetto che li percepisce, sembrerebbe proprio di sì.

"Noi non siamo esseri umani che vivono
un'esperienza spirituale.
Noi siamo esseri spirituali che vivono
un'esperienza umana.“
Pierre Teilhard de Chardin

È l'informazione che crea le configurazioni energetiche ordinate e dinamiche (o strutture dissipative) „entro“(con) le quali sceglie di „vivere“;essa comunque potrebbe „sopravvivere“ benissimo anche attraverso... ma forse sarebbe meglio dire ...con le sembianze del caos energetico,senza dover necessariamente creare delle strutture ordinate.Quindi quale potrà mai essere il „motivo“ che spinge l'informazione a creare determinate strutture energetiche? Bè,una risposta a questa domanda impossibile potrebbe essere la seguente: ogni tanto anche l'Universo,ossia Dio,pensa;e tutto ciò che ha forma e struttura quindi,non rappresenta nient'altro che una parte dei suoi ricordi. Incancellabili sino al giorno della sua morte (morte termica dell'Universo)?
E se essi continuassero ad esistere in eterno assumendo altre forme e caratteristiche fisiche,una volta raggiunto il Punto Omega?Come sarà il prossimo Universo, anch'esso costituito da luce,stelle,pianeti e Buchi Neri, oppure soltanto da luce?Dio rinascerà sano o menomato?Su queste e tante altre domande appartenenti alla categoria dei processi psichici OTW (Out of This World) si potrebbe speculare all'infinito".
---------------------------------------------------------------------
„(...)tutte le entità presenti nell'Universo attuale,codificano una quantità di informazione di gran lunga inferiore alla quantità permessa dalla teoria quantistica dei campi. Per esempio,se un atomo di idrogeno dovesse codificare tutta l'informazione che gli è consentita dal limite di Bekenstein,potrebbe codificare circa 4 x 10^6 bit di informazione (...)Quindi un atomo di idrogeno potrebbe codificare all'incirca un megabyte di informazione,mentre di norma codifica molto meno di un bit.La massa dell'idrogeno non viene di certo utilizzata in modo efficiente!Se si assume che il raggio sia quello di un protone (R= 10^-13 cm),la quantità di informazione codificabile nel protone è costituita da soli 44 bit!Questo valore è davvero piccolo rispetto alla complessità del protone - tre quark valenza,innumerevoli quark e gluoni virtuali- che è di fatto tanto complesso che non siamo ancora riusciti a calcolarne lo stato di base dai principi fondamentali utilizzando il Modello Standard, anche utilizzando i supercomputer più avanzati!“
(Frank J. Tipler,fisico)

Fausto Intilla
(Inventore-divulgatore scientifico)
www.oloscience.com


 

Sulla manipolazione dello spazio-tempo
del 21-01-2007

R.Mallett e J.Magueijo, due menti, due geniali teorie e molti punti in comune.

Ronald L.Mallett (Ph.D), è un professore di fisica ed insegna all’Università del Connecticut,negli Stati Uniti.La sua notorietà, è dovuta quasi esclusivamente ad un progetto (da lui stesso voluto e portato avanti da lungo tempo), per la realizzazione di una “Macchina del Tempo”.
João Magueijo, è anch’egli un fisico teorico nonché assistente (l’equivalente di un professore di ruolo negli Stati Uniti) all’Imperial College di Londra.La sua notorietà è dovuta essenzialmente all’ipotesi (da egli stesso sostenuta) che la velocità della luce non sia costante nell’Universo; da questa premessa ha elaborato una serie di teorie legate ai concetti di Relatività Speciale e Generale,che assieme prendono il nome di VSL (l’acronimo si traduce in: Varying Speed of Light).

Con queste parole, R.Mallett, da forma all’introduzione dell’articolo pubblicato su “Physics Letters” l’otto maggio del 2000, ed intitolato: “ Il Campo Elettromagnetico debole, della Radiazione Elettromagnetica in un anello laser”:
“Il Campo Gravitazionale dovuto al flusso circolare di una radiazione elettromagnetica, che emerge da un anello laser unidirezionale, è definito risolvendo le equazioni lineari di campo di Einstein, ad ogni punto interno dell’anello laser.
Le equazioni di spin della teoria Generale della Relatività, vengono in seguito usate per studiare il comportamento di un neutrone al centro dell’anello laser.Si rileva quindi che tale particella, manifesta il fenomeno conosciuto con il nome di trascinamento dei sistemi di riferimento (frame-dragging) inerziale” .
Detto in parole povere quindi, la radiazione elettromagnetica di un raggio laser circolare, dovrebbe deformare lo spazio-tempo all'interno dell'anello stesso di luce , e di conseguenza provocare il frame-dragging (spostamento laterale) del neutrone.
Nello stesso articolo, Mallett ci fa osservare anche che nella meccanica classica Newtoniana, è soltanto la materia a generare il campo gravitazionale; ed una delle conseguenze quindi più interessanti della teoria della Relatività Generale, è la predizione che anche la luce è da ritenersi una “fonte di gravità”.
Il campo gravitazionale di un raggio di luce non circolare, fu studiato molti anni fa da Tolman (e ciò fu fatto usando un’approssimazione del campo debole, per le equazioni di Einstein del campo gravitazionale).Tolman poi determinò l’accellerazione di una particella stazionaria, nelle vicinanze del raggio di luce. Ciò che egli scoprì, fu che l’accellerazione di tale particella era due volte più grande di quella ipotizzata sulla base della teoria di Newton per il campo gravitazionale di un’ asta (barra) compatta di simile lunghezza e densità. Questo sembrò implicare che,in qualche modo, la luce forse è molto più “efficace” della materia, nel generare un campo gravitazionale.
Tutto il lavoro di Mallett sulla possibilità di manipolare lo spazio-tempo, è da intendersi quindi come un epilogo (una generalizzazione) di vecchie teorie ed esperimenti inerenti al campo gravitazionale, con l’introduzione del concetto di “flusso circolare di radiazione elettromagnetica”.
L’apparato sperimentale di Mallett, grazie agli ultimi ritrovati nel campo della tecnologia laser,è in grado di generare un intenso,coerente e continuo flusso circolare di luce. Facendo i dovuti calcoli relativistici , nell’ipotesi di un neutrone rotante stazionario, posto esattamente al centro dell’anello laser, Mallett scopre che una delle sue equazioni, ha esattamente la “forma” richiesta per definire il “frame-dragging” nella teoria generale relativistica della gravitazione.

È risaputo ormai da parecchio tempo che la soluzione di Stockum per la metrica esterna di un cilindro di polvere rotante infinitamente lungo, contiene linee temporali chiuse.Il lavoro di Mallett,dimostra che anche le curve temporali chiuse, intervengono in un cilindro di luce rotante infinitamente lungo. Tali curve,potrebbero condurre un’ ipotetica particella nucleare, nel passato.
Una delle obiezioni più “importanti” che Mallett ricevette in relazione ai suoi postulati , pubblicati su “Physics Letters”, fu quella del matematico e studente di cosmologia, Ken Olum .Quest’ultimo dichiarò che in ogni caso, anche se tutte le equazioni relativistiche di Mallett (inerenti allo spazio-tempo all’interno dell’anello di luce laser) risultavano corrette, l’energia necessaria per distorcere lo spazio-tempo dovrebbe essere sproporzionatamente ed infinitamente grande; e considerando la tipologia dei laser che vengono usati oggigiorno, tale anello dovrebbe avere un diametro addirittura maggiore di quello dell’Universo osservabile.
A questo punto Mallett , a sua difesa, fece osservare questo: l’energia richiesta per la distorsione dello spazio-tempo diminuisce, quand’ anche (contemporaneamente) la velocità del fascio di luce laser diminuisce.Egli propose quindi,come soluzione al problema, di far passare il raggio di luce laser attraverso una “sostanza” che ne diminuisse la velocità; ma anche in questo caso, ricevette delle dure critiche da parte del fisico J. Richard Gott, che a tal proposito gli fece osservare quanto segue:
“La luce viaggia molto più lentamente attraverso l’acqua che non attraverso lo spazio vuoto, ma ciò non significa che tu invecchi molto più lentamente mentre fai del nuoto subacqueo o che è più facile distorcere lo spazio-tempo sott’acqua”.

Ed ecco che a questo punto, cominciano ad apparire assai interessanti, le ipotesi-teorie di Magueijo , sulla variabilità della velocità della luce.
In sintesi,il fisico portoghese propose una modificazione della Relatività Speciale,nella quale un’energia fisica, come ad esempio l’energia di Plank, unisce la velocità della luce come invariante, a dispetto di una completa Relatività di strutture inerziali, in accordo con la teoria di Einstein per le basse energie.Questa nuova teoria,
dovrebbe,in linea di principio, trovarsi in accordo con la Relatività Speciale, quando il campo gravitazionale è debole,se non addirittura assente ;e in esperimenti che proverebbero la natura dello spazio-tempo su scale di energia molto più piccole dell’Energia di Plank .Tali considerazioni portano immediatamente alla seguente domanda: “In quali strutture di riferimento,la lunghezza e l’energia di Plank,rappresentano delle “soglie” per il nuovo fenomeno?”
Supponiamo che vi sia una scala di lunghezza fisica che misuri la dimensione delle strutture spaziali negli spazi-tempi quantistici, quali la zona ed il volume discreti previsti vicino alla gravità quantistica (loop quantum gravity).Se questa scala è la lunghezza di Plank,in una struttura inerziale di riferimento, la relatività speciale suggerisce che può essere differente nella struttura di un altro osservatore: un'implicazione diretta della contrazione di Lorentz-Fitzgerald.

Senza addentrarmi ulteriormente in altri dettagli tecnici, che alla fine non farebbero altro che rendere ancora più difficile la comprensione del “nocciolo della questione”;
cercherò ora di presentare in parole povere ciò che si evince da tutte le ipotesi e le considerazioni di Magueijo; affinché sia possibile intuire, anche per i meno esperti in materia, le varie analogie e interconnessioni con le teorie di R.Mallett.
Riducendo il tutto veramente all’osso,possiamo affermare che (sulla base delle ipotesi di Magueijo):
Variando la velocità della luce ,nemmeno l’energia “immagazzinata” nel vuoto rimane immutata(costante).
Detta così,in tutta la sua semplicità,sembrerebbe una cosa da nulla; ma a livello teorico, da un punto di vista quantistico-relativistico, le implicazioni che tale considerazione comporta nella questione sollevata da Ronald Mallett, sulla possibilità (secondo lui quasi scontata) di manipolare lo spazio-tempo attraverso dei fasci circolari di luce laser, sono davvero enormi.
In base ai miei parametri di giudizio,in un discorso di questo tipo, entra sicuramente in causa quella parte della fisica ancora ignota,le cui basi sarebbero da ricercare nell'ormai famosa teoria di gauge di Weyl (...da tempo a mio avviso,ingiustamente lasciata in "disparte") che si prefiggeva di trovare una sorta di unificazione tra campo magnetico e gravitazionale,al fine di poter farli apparire,come delle semplici "proprietà geometriche" dello spazio-tempo.
Non dimentichiamoci che sulla base della teoria quantistica dei campi, quando le energie delle eccitazioni dei campi raggiungono energie cofrontabili con la massa di Planck
[Massa di Planck = (hc/G)^1/2 ~ 10^19 massa protone] non è più possibile trascurare gli effetti della gravità. A questo punto subentra quindi una limitazione teorica, poiché, in base alla teoria di Einstein, dovremmo tener conto della deformazione dello spazio-tempo, ma questo porterebbe ad un’inconsistenza matematica nel calcolo delle ampiezze di probabilità.Le varie estensioni della teoria dei campi che sono state proposte per risolvere tale problema (teoria delle stringhe, extra-dimensioni spaziali,discretizzazione dello spazio tempo),da un punto di vista fenomenologico, non hanno finora fornito alcun risultato “incoraggiante”.
L'ipotesi di Everett (o "interpretazione a molti mondi"),impone numerose restrizioni al procedimento di quantizzazione.Tale ipotesi,suggerisce anche di imporre particolari restrizioni alle condizioni inerenti alla funzione d'onda dell'Universo;restrizioni che non appaiono naturali nelle altre interpretazioni.Secondo queste ultime,l'Universo odierno è costituito da un unico "ramo" generato nel lontano passato dalle forze a cui è dovuta la riduzione della funzione d'onda.Di conseguenza,nelle interpretazioni diverse dall'ipotesi di Everett,gli effetti quantistici della gravità consistono,almeno attualmente,nel generare piccole fluttuazioni attorno a un Universo essenzialmente classico.Questo punto di vista della cosmologia quantistica (sviluppato in profondità da J.V.Narlikar),porta a modelli cosmologici distinti da quelli suggeriti dall'ipotesi di Everett.Un'analisi dettagliata di ciò che un osservatore vedrebbe,mostra che vi sono delle differenze tra i modelli basati sull'ipotesi originale di Everett e quelli di Narlikar,anche se al giorno d'oggi l'evoluzione sarebbe descritta con ottima approssimazione da un Universo di Friedmann classico in entrambi i casi.
I due tipi di modelli differiscono enormemente in prossimità della singolarità iniziale,e ciò può portare a differenze osservabili tra quelli basati sull'ipotesi di Everett e quelli basati sulla riduzione della funzione d'onda.L'esistenza di queste differenze permette di ovviare alla critica principale mossa all'ipotesi di Everett dai suoi oppositori;critica esposta in modo molto conciso da Shimony:"Dal punto di vista di qualunque osservatore - o più esattamente,dal punto di vista di ogni "diramazione" di un osservatore - la diramazione del mondo da lui osservata si evolve in modo stocastico.Poichè tutte le altre diramazioni sono inaccessibili alle sue osservazioni,l'interpretazione di Everett ha esattamente lo stesso contenuto empirico - nel senso più ampio possibile - di una teoria quantistica modificata in cui sistemi isolati di tipo opportuno subiscono occasionalmente "salti quantici" che violano l'equazione di Schrödinger.Pertanto Everett ottiene l'evoluzione continua dello stato quantistico globale al prezzo di una violazione estrema del principio di Occam (...)"
L'ipotesi di Everett però non viola il principio di Occam.
Quando il sistema osservato è piccolo,l'Universo,inteso nel senso corrente di tutto ciò che esiste,non si scinde.Solo l'apparato di misura si scinde.Se decidiamo che è l'Universo a scindersi,esso consiste di tutti gli Universi classici permessi dal dominio,in cui la funzione d'onda dell'Universo non è nulla.Solo in apparenza quindi,questa è una violazione del principio di Occam;poichè uno dei problemi presenti a livello classico consiste nel considerare il fatto evidente che tra tutti i punti dello spazio dei dati iniziali delle equazioni di Einstein,uno solo è stato "realizzato".È un problema comune a tutte le teorie classiche.A livello classico,per risolvere questo problema si devono porre le condizioni iniziali sullo stesso piano delle leggi fisiche.Si devono inoltre introdurre ulteriori leggi fisiche per implicare la riduzione della funzione d'onda.Adottando l'ipotesi di Everett non si deve invece ricorrere a nessuna legge nuova,perchè in questo caso tutti i punti nello spazio dei dati iniziali corrispondono a Universi classici realmente esistenti.In definitiva quindi,la cosmologia fondata sull'ipotesi di Everett,amplia l'orizzonte ontologico per "risparmiare" sulle leggi fisiche.Applicare l'interpretazione di Copenhagen,alla cosmologia quantistica (e dal punto di vista dinamico,il collasso della funzione d'onda da essa postulato),appare quindi addirittura ridicolo.È assai probabile che in un futuro,a mio avviso non troppo lontano,l'ipotesi di Everett (interpretazione a molti mondi) sostituirà sia quella statistica che quella di Copenhagen.

Fausto Intilla
(Inventore-divulgatore scientifico)
http://www.oloscience.com

Libri:
“Più veloce della luce” – João Magueijo (ed. Rizzoli 2003)
Sitografia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Jo%C3%A3o_Magueijo
http://arxiv.org/PS_cache/hep-th/pdf/0112/0112090.pdf
http://en.wikipedia.org/wiki/Ronald_Mallett
http://www.physics.uconn.edu/~mallett/Mallett2000.pdf
http://www.physics.uconn.edu/~mallett/Mallett2003.pdf



 

[<<] Pag. 2 di 2 



Cerca su Janula.it!
Cerca il testo


Janula: obiettivo su...

Stef Master
Gli altri Cittadini
Janula: ultimo Cittadino registrato
pedro101
Gli altri Cittadini
Ultimo Blog creato
ASSISTENZA FINANZIARIA ALLA PERSONA
Top 100 Blog!
Ultimo Blog aggiornato
ASSISTENZA FINANZIARIA ALLA PERSONA
Top 100 Blog!

2003 - Janula.it di Officine Informatiche Srl