HOME PAGE JANULA CASSINO NOTIZIE GENTE UNIVERSITA' BLOG AFFARI EVENTI AIUTO! Accesso Area Riservata Cittadini di Janula Accesso Area Riservata Operatori Aumenta la dimensione dei caratteri
Home Page
Messaggi
Messaggi liberi
Amicizia ed incontri
Auguri e dediche
Nuovo messaggio
Forum
Presentazione
Elenco completo
I più consultati
Ultimi 100 interventi
Crea nuovo Forum
Sondaggi d'opinione
Presentazione
Elenco completo
I più consultati
Crea nuovo Sondaggio
Registrazione a Janula.it
Registrazione come Cittadino di Janula


Username:  Password:  
Password dimenticata?   Registrazione Nuovo Utente 


Forum: IL DIRITTO DI FRANCESCA
CERCA LA MADRE SUORA
Forum istituito da soraya in data 09-02-2005
per la categoria: Cassino
interventi nel Forum: 6
Consultato 14594 volte

Mostra solo i titoli del Forum

IL diritto di un figlio e di una nipote!
Intervento di STEFY52 in data 08-06-2009 (cod. 909)

Chiunque avesse la possibilità di avere notizie, indizi, come fare per consultare gli archivi storici dell'ex Brefotrofio di Roma...........mi contatti, rispondendo qui', altrimenti: stefania.pierdicchi@libero.it

 

IL diritto di un figlio e di una nipote!
Intervento di STEFY52 in data 08-06-2009 (cod. 908)

"Vittani Vincenza nacque a Roma nella clinica Sant'Anna (allora chiamata Istituto Opera Pia o Sala Pannunzi) il 19 luglio 1932 da madre che non volle essere nominata."

Mio padre ha avuto lo stesso percorso, nato da una donna che non voleva essere nominata il 01/12/1920, nella clinica Sant'Anna (allora chiamata Istituto Opera Pia o Sala Pannunzi).
Successivamente trasferito al Brefotrofio di Roma, (Santo Spirito), dove le venne dato il cognome di Losanni di nome Adriano, datogli dalla "madre!"

Adottato da Alfredo Pierdicchi, con cui visse fino a 15 anni, fino alla morte del padre adottivo e successivamente a 17 anni alla morte della mamma adottiva, venne scacciato dagli eredi della famiglia disconoscendolo.

E' possibile avere notizie, se qualcuno può aiutarci?, alla Sant'Anna dopo anni di rifiuti (fascicolo secretato) da parte delle suore che gestivano la clinica, abbiamo scoperto che nei gg 1/2/3/ del 1920 non vi fu' alcuna nascita, e non esiste alcun neoonato di nome Adriano.

Rimane solo l'ex Brefotrofio di Roma

 

nata il19 luglio 1932 a Roma
Intervento di Vittani in data 23-08-2007 (cod. 715)

Vittani Vincenza nacque a Roma nella clinica Sant'Anna (allora chiamata Istituto Opera Pia o Sala Pannunzi) il 19 luglio 1932 da madre che non volle essere nominata. Fu poi presentata nella casa governatoriale da una donna di nome Camilla Kutter, forse un'ostetrica o un'amica di famiglia. Successivamente fu trasferita nel Brefotrofio di Roma (Santo Spirito) per essere poi affidata ad una balia della provincia di Roma. In uno dei registri del Brefotrofio appare il suo nome affiancato da un nome di un'altra donna chiamata Anna Bravar, forse la madre naturale oppure una impiegata del brefotrofio.
Carissimi lettori se questi nomi e date evocano ricordi o emozioni non esitate di contattarmi.
Vorrei aggiungere che le mie ricerche sono semplicemente guidate dal desiderio di conoscere le proprie origini.
Grazie
gr399@tiscali.co.uk

 

il diritto di mariella
Intervento di MARIELLA in data 01-11-2005 (cod. 440)

La mia vita ha avuto un percorso molto simile a quello di Francesca Darima, ma con vent'anni di differenza: nata nel 1954 stesso ospedale, stesso reparto (Le Celate), stesso brefotrofio di Roma, balia nella stessa zona (Fumone-Frosinone), e soprattutto stesso muro di fronte alle mie ricerche; ho diritto a conoscere le mie origini, se non altro per motivi legati a problemi di salute di mio figlio. Perchè non proviamo a raccogliere firme per una legge che preveda il rispetto di questo diritto? In molti paesi europeri e negli Stati Uniti questa legge c'è...

 

SE QUALCUNO RICORDA CI AIUTI
Intervento di soraya in data 09-02-2005 (cod. 336)

La storia di Francesca Darima comincia nel vecchio ospedale San Giovanni di Roma dove è nata l'11 novembre del 1934. Molti anni fa all'interno dell'ospedale c'era un reparto, chiamato 'le Celate', riservato alle donne che volevano restare nell'anonimato, a volte partorendo anche con il volto coperto. Molti dei neonati venivano poi lasciati nello stesso ospedale, come è accaduto a Francesca. Le 'celate' erano soprattutto donne che appartenevano alla borghesia romana. Le loro gravidanze erano talvolta il frutto di relazioni con gerarchi fascisti o comunque con persone di ceti altolocati.
La signora Darima non ha mai accettato alcuna proposta di adozione, non abbandonando mai la speranza di poter ritrovare la vera madre. Dopo aver trascorso i primi giorni di vita al brefotrofio di Roma, fu affidata ad una balia di Ripi, un paese in provincia di Frosinone. E' qui che andavano spesso a trovarla due signori, uno anziano e l'altro un po' più giovane, portandole molti regali. Finché un giorno queste stesse persone la condussero in una villa per farle conoscere finalmente la donna che l'aveva messa al mondo. Francesca Darima ricorda però di aver aspettato invano in una stanza con la volta circolare e con degli affreschi raffiguranti due angeli e delle rose.
In seguito, mentre frequentava il collegio San Filippo Neri di Roma, la donna ricorda un altro strano episodio accaduto durante una messa celebrata a Sant'Andrea della Valle: una donna dal volto coperto le si avvicinò chiedendole se avesse fatto la comunione, e poi le regalò una banconota rossa.
Ma, per tutta la vita, il suo pensiero costante è sempre rimasto quello di potere svelare un giorno il segreto che sta dietro alla sua nascita e conoscere la persona che l'11 novembre del '34 decise per qualche motivo di separarsi da lei.
Presso il brefotrofio di Roma esiste una lettera scritta dalla vera madre di Francesca, ma in Italia nessuna legge le consente di venirne in possesso. Tutti i tentativi e le ricerche condotte fino ad ora sono sempre state bloccate proprio quando si era vicini alla verità. L'unica notizia su questa misteriosa lettera è che sulla busta ci sono due iniziali: 'C. P.'
Francesca Darima ha preparato un appello, rivolgendosi alla madre con queste parole:
"Signora C. P. che l'11 novembre, alle ore 3,23 minuti deste alla luce una bambina all'ospedale San Giovanni vi prego, non andatevene, non negatemi il diritto di sapere la mia identità. Non andate avanti al giudizio di Dio senza aver dato giustizia a vostra figlia, perché lì non si concedono attenuanti. Ho visto morire tante persone, anche i più duri si sono ravveduti e ora prego Dio di non farvi morire, di ravvedervi..."
"Di mia madre non mi hanno potuto dire il nome, perché è ancora viva. So che ha 85/90 anni, è una suora di clausura e vive in un convento del nord. Si fa chiamare suor Marianna, Adesso quello che mi interessa è ritrovarla".
Alla ricerca di Francesca Darima manca l'ultimo tassello: incontrare la madre. Il segreto della sua identità è tuttora nascosto in una lettera sigillata con sopra le iniziali "C. P.", conservata nel brefotrofio in cui Francesca Darima è vissuta a Roma. Nessuna legge, però, le consente di conoscerne il contenuto. I progressi recenti delle sue ricerche le hanno consentito una ricostruzione della vita della madre. Sarebbe originaria di un paese della bassa Ciociaria e, nel 1934, sarebbe stata una novizia in attesa di prendere i voti. Francesca sarebbe nata da una sua relazione con un principe romano, ormai deceduto. Dopo aver partorito senza riconoscere la bambina, la donna sarebbe entrata in un convento di clausura col nome di suor Marianna. Dalle informazioni in possesso di Francesca Darima oggi si troverebbe in un convento della Valle d'Aosta le cui suore, però, smentiscono.

LA SIGNORA DARIMA HA ANCHE SCRITTO UN LIBRO “LE CELATE” DOVE RACCONTA 50 ANNI DI CALVARIO ALLA RICERCA DELLA MADRE E IL MURO DI OMERTA’ CONTRO IL QUALE SI E’ SCONTRATA.


Le Celate e’ un romanzo autobiografico di una donna tenace e coraggiosa che ha lottato tutta la vita per darsi un’identita’.L’autrice ripercorre con chiarezza le tappe della sua esistenza partendo dalla nascita fino ai nostri giorni. Nasce in un particolarissimo reparto della maternità dell’Ospedale S. Giovanni a Roma, del Vaticano, dove partorivano nell’anonimato nobildonne e suore, col volto coperto. Il reparto “dei Misteri” veniva appunto chiamato “Le Celate”. Li Francesca viene alla luce e lì è abbandonata. Passa alcuni giorni al brefotrofio di Roma poi è affidata ad una balia di Ripi in provincia di Frosinone. Cominciarono poi continui spostamenti e un’estenuante lotta per conoscere le sue origini. Nel suo cammino di verità, accompagnata da una sola medaglia al collo con su scritto “Pio Istituto Santo Spirito di Roma Darima Francesca N.N: n. 34710, ha svelato a se stessa e al mondo la sua vera storia, balzata alle cronache nazionali grazie all’interessamento di Corrado Augias e della trasmissione “Chi l’ha visto?”. Francesca è la figlia di una relazione extramatrimoniale tra Marcantonio Colonna, principe romano ormai defunto, e una giovane suora. La giovane suora, ormai molto anziana, vive in un convento del nord Italia, ma Francesca non è ancora riuscita ad incontrarla, a causa dell’ostracismo assurdo del Vaticano. Nel romanzo si incontreranno vari episodi-scandalo dai quali sia la nobiltà nera romana che il clero cattolico ne escono in pessima luce.

SUOR MARIANNA POTREBBE ESSERE NATA NEL VOSTRO COMUNE SE QUALCUNO RICORDASSE QUALCOSA CI FACCIA SAPERE. E' IMPORTANTE.



 

SE QUALCUNO RICORDA CI AIUTI
Intervento di soraya in data 09-02-2005 (cod. 335)

La storia di Francesca Darima comincia nel vecchio ospedale San Giovanni di Roma dove è nata l'11 novembre del 1934. Molti anni fa all'interno dell'ospedale c'era un reparto, chiamato 'le Celate', riservato alle donne che volevano restare nell'anonimato, a volte partorendo anche con il volto coperto. Molti dei neonati venivano poi lasciati nello stesso ospedale, come è accaduto a Francesca. Le 'celate' erano soprattutto donne che appartenevano alla borghesia romana. Le loro gravidanze erano talvolta il frutto di relazioni con gerarchi fascisti o comunque con persone di ceti altolocati.
La signora Darima non ha mai accettato alcuna proposta di adozione, non abbandonando mai la speranza di poter ritrovare la vera madre. Dopo aver trascorso i primi giorni di vita al brefotrofio di Roma, fu affidata ad una balia di Ripi, un paese in provincia di Frosinone. E' qui che andavano spesso a trovarla due signori, uno anziano e l'altro un po' più giovane, portandole molti regali. Finché un giorno queste stesse persone la condussero in una villa per farle conoscere finalmente la donna che l'aveva messa al mondo. Francesca Darima ricorda però di aver aspettato invano in una stanza con la volta circolare e con degli affreschi raffiguranti due angeli e delle rose.
In seguito, mentre frequentava il collegio San Filippo Neri di Roma, la donna ricorda un altro strano episodio accaduto durante una messa celebrata a Sant'Andrea della Valle: una donna dal volto coperto le si avvicinò chiedendole se avesse fatto la comunione, e poi le regalò una banconota rossa.
Ma, per tutta la vita, il suo pensiero costante è sempre rimasto quello di potere svelare un giorno il segreto che sta dietro alla sua nascita e conoscere la persona che l'11 novembre del '34 decise per qualche motivo di separarsi da lei.
Presso il brefotrofio di Roma esiste una lettera scritta dalla vera madre di Francesca, ma in Italia nessuna legge le consente di venirne in possesso. Tutti i tentativi e le ricerche condotte fino ad ora sono sempre state bloccate proprio quando si era vicini alla verità. L'unica notizia su questa misteriosa lettera è che sulla busta ci sono due iniziali: 'C. P.'
Francesca Darima ha preparato un appello, rivolgendosi alla madre con queste parole:
"Signora C. P. che l'11 novembre, alle ore 3,23 minuti deste alla luce una bambina all'ospedale San Giovanni vi prego, non andatevene, non negatemi il diritto di sapere la mia identità. Non andate avanti al giudizio di Dio senza aver dato giustizia a vostra figlia, perché lì non si concedono attenuanti. Ho visto morire tante persone, anche i più duri si sono ravveduti e ora prego Dio di non farvi morire, di ravvedervi..."
"Di mia madre non mi hanno potuto dire il nome, perché è ancora viva. So che ha 85/90 anni, è una suora di clausura e vive in un convento del nord. Si fa chiamare suor Marianna, Adesso quello che mi interessa è ritrovarla".
Alla ricerca di Francesca Darima manca l'ultimo tassello: incontrare la madre. Il segreto della sua identità è tuttora nascosto in una lettera sigillata con sopra le iniziali "C. P.", conservata nel brefotrofio in cui Francesca Darima è vissuta a Roma. Nessuna legge, però, le consente di conoscerne il contenuto. I progressi recenti delle sue ricerche le hanno consentito una ricostruzione della vita della madre. Sarebbe originaria di un paese della bassa Ciociaria e, nel 1934, sarebbe stata una novizia in attesa di prendere i voti. Francesca sarebbe nata da una sua relazione con un principe romano, ormai deceduto. Dopo aver partorito senza riconoscere la bambina, la donna sarebbe entrata in un convento di clausura col nome di suor Marianna. Dalle informazioni in possesso di Francesca Darima oggi si troverebbe in un convento della Valle d'Aosta le cui suore, però, smentiscono.

LA SIGNORA DARIMA HA ANCHE SCRITTO UN LIBRO “LE CELATE” DOVE RACCONTA 50 ANNI DI CALVARIO ALLA RICERCA DELLA MADRE E IL MURO DI OMERTA’ CONTRO IL QUALE SI E’ SCONTRATA.


Le Celate e’ un romanzo autobiografico di una donna tenace e coraggiosa che ha lottato tutta la vita per darsi un’identita’.L’autrice ripercorre con chiarezza le tappe della sua esistenza partendo dalla nascita fino ai nostri giorni. Nasce in un particolarissimo reparto della maternità dell’Ospedale S. Giovanni a Roma, del Vaticano, dove partorivano nell’anonimato nobildonne e suore, col volto coperto. Il reparto “dei Misteri” veniva appunto chiamato “Le Celate”. Li Francesca viene alla luce e lì è abbandonata. Passa alcuni giorni al brefotrofio di Roma poi è affidata ad una balia di Ripi in provincia di Frosinone. Cominciarono poi continui spostamenti e un’estenuante lotta per conoscere le sue origini. Nel suo cammino di verità, accompagnata da una sola medaglia al collo con su scritto “Pio Istituto Santo Spirito di Roma Darima Francesca N.N: n. 34710, ha svelato a se stessa e al mondo la sua vera storia, balzata alle cronache nazionali grazie all’interessamento di Corrado Augias e della trasmissione “Chi l’ha visto?”. Francesca è la figlia di una relazione extramatrimoniale tra Marcantonio Colonna, principe romano ormai defunto, e una giovane suora. La giovane suora, ormai molto anziana, vive in un convento del nord Italia, ma Francesca non è ancora riuscita ad incontrarla, a causa dell’ostracismo assurdo del Vaticano. Nel romanzo si incontreranno vari episodi-scandalo dai quali sia la nobiltà nera romana che il clero cattolico ne escono in pessima luce.

SUOR MARIANNA POTREBBE ESSERE NATA NEL VOSTRO COMUNE SE QUALCUNO RICORDASSE QUALCOSA CI FACCIA SAPERE. E' IMPORTANTE.



 

Inserisci il tuo intervento nel Forum
Nome di chi inserisce l'intervento
Titolo breve dell'intervento (obbligatorio)
Testo dell'intervento (obbligatorio)


 Pag. 1 di 1 


Cerca su Janula.it!
Cerca il testo


Janula: obiettivo su...

progress3000
Gli altri Cittadini
Janula: ultimo Cittadino registrato
villoni
Gli altri Cittadini
Ultimo Sondaggio Cittadini
AIUTO ALLA PERSONA IN DIFFICOLTÀ
Altri Sondaggi
Ultimo Forum Cittadini
OFFERTA DI PRESTITO TRA PRIVATO ( lauracredito2000@gmail.com )
Altri Forum
Ultimo intervento nei Forum
OFFERTA DI PRESTITO DE DINARO URGENTE QUI
Ultimi interventi
Ultimo Messaggio
ASSISTENZA FINANZIARIA ALLA PERSONA
Messaggi liberi
Amicizia e incontri
Auguri e dediche

2004 - Janula.it di Officine Informatiche Srl